L'ennesima smentita
Meloni sbugiarda La Stampa: “Mi occupo dei problemi concreti, non di sciocchezze”
Giorgia Meloni smentisce « ancora una volta» il quotidiano La Stampa. Lo fa lei direttamente, senza fonti o intermediari, con una lettera indirizzata dal direttore Malaguti. Al centro della smentita un articolo sulla campagna di comunicazione di Italia Viva nelle stazioni ferroviarie, farcito di virgolettati e retroscena quasi da film, con colpi di scena, drammi, furie e chiamate. Un articolo degno di un romanzo, che però come spiegato dalla stessa premier, ha qualcosa che manca: la verità.
Una smentita che la Stampa mette a pagina 15
«Gentile Direttore, sono costretta a smentire, ancora una volta, il contenuto di un articolo pubblicato dal suo giornale e firmato dal giornalista che si occupa di seguire Palazzo Chigi.
Ilario Lombardo ha scritto di una Meloni «furibonda» e di richieste di «spiegazioni» rivolte dalla Presidenza del Consiglio al Ministero dei Trasporti per la campagna realizzata da Italia Viva sul 2xmille e diffusa nelle grandi stazioni ferroviarie italiane» scrive Giorgia Meloni nella sua replica da circa 2300 caratteri che il quotidiano pubblica a pagina 15 a fondo pagina.
Campagna efficace e l’ho detto direttamente a Renzi che l’ha ideata
«Non è vero che la campagna di Italia Viva mi ha irritato, così come non è vero che qualcuno a Palazzo Chigi abbia chiesto spiegazioni al Mit. Anzi, devo dire che ho trovato la campagna molto efficace dal punto di vista comunicativo e l’ho detto direttamente a chi l’ha ideata, cioè Matteo Renzi. D’altronde, «c’era lei» perché dopo che c’è stato «lui», quasi nessuno lo ha più votato. Ma questa, ovviamente, è un’altra storia».
Mi occupo di tante cose ma non degli spazi pubblicitari nelle stazioni
La precisazione non finisce qui: Meloni continua la sua repica commentando altri dettagli raccontati dal quotidiano di Torino: «Leggo, inoltre, che qualcuno avrebbe chiesto di modificare la campagna di Italia Viva. Non so se sia vero e non ho gli elementi per dirlo, perché mi occupo di tante cose ma grazie a Dio non degli spazi pubblicitari nelle stazioni, ma a scanso di equivoci mi permetto di suggerire a chi ha questa responsabilità che la campagna di Italia Viva non dovrebbe essere toccata e dovrebbe proseguire così com’è. Anche perché gli italiani sono molto più intelligenti e consapevoli di quanto si pensi, e sanno distinguere perfettamente tra la propaganda di partito e la realtà delle cose. E, soprattutto, ricordano bene che, quando al governo «c’era lui» e c’era il Pd, l’Italia era in condizioni tutt’altro che rosee».
Io mi occupo dei problemi concreti, altri si lamentavano delle sciocchezze
Poi la presidente del Consiglio puntualizza per l’ennesima volta, togliendosi qualche sassolino: «Sono tra le persone più criticate e contestate nella storia d’Italia. E non mi ha mai spaventato la critica di nessuno, tanto meno quella che può arrivare oggi che sono al Governo da un partito d’opposizione. Io sono stata all’opposizione per decenni e ho profondo rispetto per chi legittimamente tenta di far valere le proprie idee. Quindi, tranquillizzo tutti: la Meloni non è «furiosa», non si occupa dei manifesti nelle stazioni, non chiama Ministri e Ministeri per lamentarsi di sciocchezze di questo tipo. Sono cose che facevano altri prima di me. Io mi occupo dei problemi concreti delle persone, e continuerò a farlo».
Chiusura ironica e amara
Infine la frase di chiusura, tra il sarcastico e l’amaro: «Direttore, la ringrazio dello spazio che vorrà dedicare a questa mia, in attesa di smentire la prossima falsa notizia. Buon lavoro». Che dire, alla prossimo puntata…
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