Le esequie a Genova
Più di 2000 persone al funerale di Giorgia Sommacal e Monica Montefalcone. Da Mattarella le onorificenze ai sub finlandesi
Chiesa gremita di parenti e amici vicino alle bare: bianca per la figlia e in legno per la madre. C'erano fiori e uno stendardo dell'università della città. C'erano anche il marito di Monica, Carlo, padre di Giorgia e del fratello Matteo. Anche il fidanzato della giovane, Federico Colombo, ha preso la parola
Nella Chiesa di San Francesco a Genova si sono svolti i funerali di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal, le due sub morte lo scorso 14 maggio alle Maldive. All’interno della basilica le due bare, bianca per Giorgia e in legno per la madre. Vicino all’altare corone di fiori e uno stendardo dell’Università di Genova.
Ai funerali hanno presenziato alcuni parenti e amici, tra cui il professore dell’ateneo genovese Stefano Vanin, Carlo Nike Bianchi, il mentore di Monica Montefalcone e Giorgio Bavestrello, preside del Distav, il dipartimento dell’università per cui lavorava Montefalcone. Tanti i messaggi scritti sul libro delle dediche, tra cui quello di una studentessa: «Sono felice di aver conosciuto una grande professoressa e persona, grazie per i tuoi preziosi insegnamenti, li porterò per sempre nel mio cuore e continuerò ad amare e proteggere il mare».
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto di conferire l’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana ai tre sommozzatori finlandesi, Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, che si sono distinti nelle operazioni di recupero dei corpi dei sub italiani che hanno perso la vita durante l’immersione nelle acque a largo delle isole Maldive.
Genova, il funerale delle sub annegate alle Maldive: Giorgia Sommacal e Monica Montefalcone
Circa duemila persone hanno presenziato al funerale di Monica e Giorgia: la maggior parte di loro sono sono abitanti nel quartiere ponentino in cui le due vivevano insieme a Carlo Sommacal, marito di Monica e padre di Giorgia e Matteo, figlio minore. Tra le autorità cittadine c’era anche il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, il presidente del consiglio comunale Claudia Villa e la consigliera comunale Paola Bordilli. Presente anche il rettore dell’Università Federico Delfino. Ad aprire la funzione è stato don Pierino Cattaneo, ex parroco di San Francesco che ha ricordato Monica, Giorgia e la fede della famiglia.
La funzione del parroco e le parole dell’Arcivescovo
Ho incontrato Monica e Carlo nella preparazione al matrimonio che ho celebrato il 19 dicembre 2004 – ha ricordato don Pierino –. Posso dire che la celebrazione del matrimonio cristiano, per Monica è stata una autentica conversione, l’inizio del cammino nella maturazione della fede, nell’impegno impegno della vita cristiana». Poi ha parlato della frase tatuata sul braccio di Monica: «Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me. Profezia? Destino? In questa frase c’è la fede incondizionata, quel Signore che amavano è venuto a prenderla in quel mare dove lo cercava nascosto nella bellezza sommersa e insieme a Giorgia le ha prese per mano e portate lassù…
Al funerale ha partecipato anche l’arcivescovo di Genova Marco Tasca, che ha recitato l’omelia: «Il Signore ci ha convocati questa mattina anzitutto per far sentire la nostra vicinanza a Carlo, a Matteo, a Federico e a tutti i familiari di Monica e Giorgia. Siamo qui per questo: per testimoniare che il dolore può essere condiviso, che nessuno è chiamato ad attraversare da solo la sofferenza. Non siamo chiamati soltanto a condividere le gioie della vita, ma anche le sue prove più dure, quei momenti bui, quella ‘valle oscura’ di cui parlava poco fa don Pietro».
Le parole del fidanzato di Giorgia Sommacal
Nel corso della messa è intervenuto anche Federico Colombo, il fidanzato di Giorgia: «Chi avrebbe detto che avrei letto queste parole, noi pieni di progetti e speranze per il futuro. Cerco la forza di salutarti, le candele tremano come la mia voce e le mie mani. Questo addio è arrivato troppo presto, non dovevamo salutarci così». Poi ha aggiunto: «Quando ami non sogni una vita perfetta, sogni una vita insieme. Io ti vedevo con l’abito bianco, bellissima. Voglio tenere stretti i ricordi più belli: tu che cammini scalza per casa, che ti addormenti sul mio petto, che ti arrabbi e cerchi la mia mano, quando mi hai presentato gli amici di una vita».
A Monica devo dire grazie – ha ripreso Federico –. Grazie anche a Carlo, papà straordinario a cui mai farò mancare presenza e aiuto. Mi avevi detto di prendermi cura di Giorgia e ci ho provato con tutto l’amore che ho. La tua famiglia sarà per sempre anche la mia». «Adesso è arrivato il momento di salutarci, Giorgia, ma il nostro non sarà un addio. La mia vita ha cambiato forme molte volte, ma nulla è paragonabile a quando sono stato accanto a te. Non ti dirò addio ma arrivederci, penserò che sei partita per una lunga vacanza con tua mamma», ha concluso.