Il punto sul giallo
Pietracatella, a un passo dalla svolta. Caccia ai segreti in telefoni e Pc di mamma e figlia: la verità si cerca in chat, ricerche web e modem
Gli inquirenti analizzano messaggistica e ricerche online delle vittime: nei dispositivi sequestrati le risposte sul caso della ricina
Stando alle ultime indiscrezioni che emergono a fatica, sul giallo di Pietracatella sulla misteriosa morte di mamma e figlia per avvelenamento da ricina, dopo lunghe e articolate indagini gli inquirenti sarebbero arrivati al bivio della svolta decisiva. Nella vicenda che ha sconvolto il Molise (e un Paese intero per la verità), della morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia quindicenne, Sara Di Vita, i magistrati della Procura di Larino, dopo aver isolato e messo sotto la lente d’ingrandimento la pista familiare, cercano ora le risposte definitive nei segreti digitali delle due vittime.
Giallo di Pietracatella, sotto la lente chat, ricerche web e modem
Presso la Questura di Campobasso sono iniziati gli accertamenti tecnici irripetibili su nove dispositivi elettronici sequestrati lo scorso 4 maggio nell’abitazione delle vittime. Gli specialisti della Polizia Scientifica stanno effettuando la “copia forense” di smartphone, tablet, un computer, e persino del router Wi-Fi di casa. L’obiettivo degli investigatori è cristallizzare i dati per analizzare a fondo, innanzitutto, le cronologie web: alla ricerca di eventuali acquisti o informazioni mirate sulla ricina, sostanza tossica letale e di difficile tracciabilità.
Giallo di Pietracatella, al via l’esame sui dispositivi elettronici delle vittime
Per poi passare, quindi, ad analizzare chat e messaggistica, allo scopo di ricostruire gli ultimi contatti di madre e figlia, lo stato d’animo delle due, ed eventuali messaggi chiave per potrebbero rivelare qualcosa di utile alle indagini. Non solo. Al setaccio degli inquirenti anche i dati di rete, al fine di verificare accessi e dispositivi connessi nelle ore immediatamente precedenti alla tragedia.
Presenti avvocati e periti: il punto sulle indagini
Alle delicate operazioni informatiche hanno assistito, uno alla volta, tutte le parti coinvolte. La Procura ha infatti convocato i legali e i consulenti dei familiari delle vittime e i difensori dei cinque medici indagati per omicidio colposo: un atto dovuto per consentire la massima trasparenza durante gli esami irripetibili. Al contempo, l’autopsia e gli esami tossicologici dovranno confermare ufficialmente il legame biologico con la ricina. Le risposte per svelare questo enigma potrebbero nascondersi all’interno dei nove dispositivi elettronici sequestrati nella casa delle due donne a Pietracatella, lo scorso 4 maggio
Obiettivo: ricostruire eventuali contatti o interrogativi legati alla sostanza tossica
Ma, al momento, da quanto si deduce dalla svolta sancita dall’investigazione informatica, la memoria digitale dei dispositivi rappresenta ora la chiave di volta per capire se si sia trattato di un duplice omicidio o di un tragico incidente. Un mistero, comunque, di cui arrivare a capo nella massima trasparenza e dopo aver perlustrato tutte le piste. I fari della Polizia Scientifica (e degli inquirenti al lavoro sul caso) sono accesi. La verità sul destino di Antonella e Sara è custodita in quei server?
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