Oltretevere
Non solo preghiere e benedizioni: il Papa e l’Arcivescovo di Canterbury hanno in comune anche qualche problema
La Chiesa anglicana registra un numero molto alto di conversioni al cattolicesimo, complice la decisione di ordinare le donne. Ma il fenomeno è motivo di imbarazzo anche per Roma, oltre che un monito per la sua ala progressista
La visita dell’Arcivescovo di Canterbury a Roma, Sarah Mullally, passerà alla storia del cammino ecumenico della Chiesa cattolica, probabilmente perché la prima “arcivescovessa” donna della Chiesa scismatica inglese, oltre ad essere stata accolta con tutti gli onori del caso, è stata coinvolta in preghiere e benedizioni alla pari dei vescovi cattolici, presenti durante i momenti della visita. Se Leone XIV ha voluto sottolineare l’importanza dei rapporti fra le due chiese, questa visita, ha in realtà posto due problemi, fra essi legati.
La visita dell’Arcivescovo di Canterbury a Roma
Il primo è quello delle ordinazioni femminili, che nonostante il marketing, per la chiesa anglicana hanno rappresentato un momento di rottura molto pesante fin dai primi anni 2000, causando un’emorragia di fedeli e ministri verso la Chiesa cattolica, facendoci giungere al secondo problema. Mentre i vescovi cattolici e la Mullally si sperticavano in sorrisi e abbracci, la transumanza di anglicani verso la Chiesa romana prosegue senza sosta, mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa della Chiesa inglese. Uno dei motivi scatenanti di questa transumanza è proprio la decisione di ordinare le donne.
Benedetto XIV e la «piena comunione» con i ministri anglicani
Nei primi anni 2000 la Chiesa anglicana, fondata da Enrico VIII per motivi di fisco e di letto, entrò in una crisi profonda, causata da motivi dottrinali e da scelte discutibili, fra cui quella di ordinare le donne dal 1992 e di permettere loro l’accesso all’episcopato nel 2004. Molti fedeli, sia in Gran Bretagna che negli Usa, iniziarono quindi ad avvicinarsi alla Chiesa Cattolica, più salda nei valori di base e intatta nella successione apostolica. Nel 2009 dunque Benedetto XVI promulgò la Costituzione Apostolica Anglicanorum Coetibus, che permetteva il ritorno a Roma dei ministri anglicani, la loro riordinazione e la possibilità, per quelli sposati, di rimanere tali.
Le conversioni degli anglicani al cattolicesimo
Da quel momento il flusso da anglicanesimo a cattolicesimo non si è più fermato. Poco dopo la promulgazione del documento, nel 2012 venne eretto l’Ordinariato Personale di The Chair of Saint Peter nel territorio della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America, presieduto da Jeffrey Steenson, che accolse subito più di 1300 convertiti. In totale, secondo Convert Clergy in the Catholic Church in Britain, un rapporto redatto nel novembre 2025 dal Benedict XVI Centre for Religion, Ethics and Society, dal 1992 ad oggi in Gran Bretagna si sono convertiti 700 sacerdoti, di cui 16 vescovi, rappresentando un terzo di tutte le ordinazioni sul territorio inglese.
Numeri «molto più grandi» di quelli attesi
Secondo il professor Stephen Bullivan, direttore del centro, si tratta di un numero imprevisto. «Sono numeri molto più grandi di quanto la maggior parte delle persone immaginasse. Si è trattato di un fenomeno molto più vasto di quanto ci si attendeva», ha dichiarato all’agenzia Catholic News Agency. Le cause scatenanti, in concomitanza con due picchi nei numeri, sarebbero appunto le ordinazioni femminili nel 1992 e la visita di Benedetto XVI oltre Manica nel 2010.
Tornando a parlare di numeri, se quelli degli ordinati sono significativi, lo sono anche quelli dei semplici fedeli, che si contano nell’ordine delle centinaia di migliaia. Solo nella Pasqua 2026, a Westminster, durante il “Rito dell’elezione e di invito alla Conversione” si sono presentati in 800, di cui 400 convertiti dall’anglicanesimo, il numero più alto dal 2011, quando furono 500. Ogni anno se ne presentano almeno 200, dal 1993. Fra i convertiti, spiccano alcune figure eccellenti, fra cui l’ex preside del principale seminario anglicano di Oxford, Robin Ward. Lo stesso trend si registra negli Stati Uniti.
Un motivo di imbarazzo per entrambe le Chiese
Fino alla pubblicazione del rapporto da parte del Benedict XVI Centre, il fenomeno delle conversioni da anglicanesimo a cattolicesimo era passato sotto silenzio. Secondo il noto predicatore statunitense Dwight Longenecker, convertito e oggi sacerdote cattolico, questo “esodo” è fonte di imbarazzo per le gerarchie di entrambe le chiese coinvolte. «Perché non abbiamo mai sentito parlare prima di questo incredibile esodo? Perché (e lo so per esperienza diretta) sia la gerarchia anglicana sia quella cattolica erano imbarazzate per l’elevato numero di conversioni e concordarono nel minimizzare il più possibile la notizia». Si tratterebbe infatti, secondo Longenecker, di una contraddizione esplicita e aperta dello spirito ecumenico. Proprio quello che ha spinto ad accogliere Sarah Mullay in Vaticano come un vescovo vero.
Un monito per i cattolici progressisti
Mentre la Chiesa anglicana sembra quindi crollare sotto i colpi dello spirito del tempo, con le ordinazioni femminili a fare da pietra dello scandalo, molti cattolici progressisti, soprattutto in Germania, non cessano di chiedere al Papa di fare la stessa cosa. Sembra insomma che il monito proveniente da quella che, tutto sommato, è la chiesa più simile per ordinamento e riti alla Chiesa cattolica, non serva a granché. D’altronde, per i fautori del progresso, se la realtà contraddice l’ideologia, tanto peggio per la realtà.
Gli intellettuali inglesi affascinati dalla Chiesa di Roma
L’interesse per la Chiesa Cattolica non è un fenomeno isolato, in Inghilterra. Molti intellettuali fra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio del ventesimo si convertirono. Ad esempio, l’artista gallese Gwen John, sorella del più famoso Augustus Jones, i seguaci di Oscar Wilde, il figlio dell’arcivescovo di Canterbury Hugh Benson, Graham Greene, Evelyn Waugh, Maurice Baring.
Grandissimo convertito fu John Henry Newman, personaggio noto all’opinione pubblica, che generò un grave scandalo nel 1845, in un’Inghilterra fortemente intrisa di pregiudizio antipapista. Un altro grande personaggio, lo scrittore C.S. Lewis, fu fortemente attratto dal cattolicesimo e aderì al movimento della High Church, o anglo-cattolicesimo, una corrente interna all’anglicanesimo che enfatizza molto riti e tradizioni.
L’«indulto di Agatha Christie»
Va inoltre segnalato che, pur non essendo credenti, molti intellettuali, guidati da Agatha Christie, quando nel 1970 venne promulgato il messale moderno, scrissero a Paolo VI chiedendo di non abbandonare il rito tridentino, considerandolo una grande ricchezza culturale. Questo atto portò alla promulgazione del primo indulto, limitato al territorio inglese, che permise di continuare a celebrare il rito tradizionale. Correntemente detto “l’indulto di Agatha Christie”.