Interviene la Farnesina
Un’italiana condannata in Egitto per adulterio rischia di perdere la figlia. La Farnesina in campo
+ Seguici su Google Discover«Mi hanno condannata in Appello a sei mesi di carcere in Egitto per adulterio. Sono sconvolta, non me l’aspettavo. Ho paura di finire in carcere qui e temo di perdere la mia bambina di tre anni. Sto solo cercando di proteggerla e di scappare da un uomo violento. Aiutatemi». Queste le parole di Nessy Guerra, 26enne che al Corriere della sera ha raccontato e denunciato la sua storia con la voce disperata. La donna è originaria di Sanremo e ora vive con il timore reale di finire in manette: nel luglio 2024 ha divorziato dall’italo-egiziano Tamer Hamouda, «ma lui non l’ha accettato». «Mi ha denunciato per rapimento di minore – ha proseguito Nessy -, poi per avergli svuotato la casa e i conti in banca: accuse tutte archiviate».
Nessy, l’italiana condannata per adulterio in Egitto: “Temo di perdere mia figlia di tre anni”
L’ultima accusa a cui ha dovuto fare fronte la giovane è stata l’adulterio, spiegando che «uno di questi presunti amanti ha negato tutto e ha detto di aver ricevuto minacce morali e psicologiche da parte del mio ex marito, eppure sono stata condannata lo stesso». Inoltre, nella sentenza di primo grado i magistrati hanno fatto riferimento a una dichiarazione acquisita agli atti e ritenuta attendibile, in cui un uomo ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con lei nel marzo 2024. Si tratta di un elemento che il tribunale ha considerato decisivo per la condanna. Tra due settimane ci saranno anche le motivazioni della conferma in appello.
Ma c’è anche un altro fatto rilevante: Nessy sarebbe potuta tornare in Italia, ma senza la figlia.
«Le autorità egiziane non hanno autorizzato la partenza della bambina, oggetto di una contesa legale per l’affidamento», spiegano dalla Farnesina, mentre Nessy ha ricordato che «in pratica» la bambina «non può uscire dall’Egitto fino ai 21 anni». Poi ha aggiunto : «In primo grado è stata affidata a mia mamma, ma hanno fatto appello e questa mia condanna rischia di pesare sulla prossima sentenza».
Il marito era «violento e aveva manie di persecuzione». L’antefatto
«Ho interrotto la relazione anche per lei perché lui era violento, aveva manie di persecuzione e grazie alla mia avvocata ho scoperto che Hamouda è stato condannato in Italia per stalking, lesioni e maltrattamenti nei confronti di una precedente compagna. Il nostro Paese per tre volte ha chiesto l’estradizione, l’ultima volta a settembre scorso, ma non gli è stata concessa», ha raccontato la donna, evidenziando che adesso «per paura sono costretta a vivere in luoghi segreti, ho cambiato tanti appartamenti». Da tre anni Nessy sta chiedendo aiuto: «Spero che le nostre autorità si mettano una mano sulla coscienza, perché non riesco più ad andare avanti così».
Intanto la Farnesina ha annunciato di essere impegnata a seguire il caso: «È stato ripetutamente posto all’attenzione delle autorità egiziane dall’ambasciatore d’Italia al Cairo e dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ne ha discusso con il collega egiziano Badr Abdelatty». Per ora Nessy lancia un appello: «Aiutatemi, fate presto, perché potrebbero arrestarmi da un momento all’altro».
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