Grazia a Minetti, le dimissioni di Nordio sono un’illusione della sinistra. Meloni: “Fiducia in lui, non c’è motivo che lasci”
+ Seguici su Google Discover“Ad oggi escludo l’ipotesi di dimissioni del ministro Nordio. Ho parlato con lui ieri al telefono, quando è uscita la lettera del Quirinale, per capire che cosa fosse accaduto. Mi sono messa a ricostruire come funziona l’iter”: con queste parole, nella conferenza stampa sul decreto “Primo Maggio”, la premier Giorgia Meloni ha sgomberato ogni dubbio su un terremoto nel governo sul caso della grazia a Nicole Minetti. “Il Ministero non ha gli strumenti per svolgere indagini. Spero che sia chiaro a tutti: non abbiamo la polizia giudiziaria, non facciamo noi le indagini. Il Ministero si avvale della magistratura per le indagini, e la magistratura si avvale della polizia giudiziaria. Quindi è evidente che il Ministero difficilmente possa sapere qualcosa che non sapeva la Procura Generale. Poi possiamo sempre dire che in Italia c’è un capro espiatorio, che è il Governo…”, ha aggiunto la premier incalzata dalle domande.
Ma quella di oggi è stata anche la giornata dei “chiarimenti” dei legali della Minetti. “L’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato”. E’ uno dei passaggi del comunicato stampa diffuso dalla difesa (gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra) di Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e ora al centro di una polemica, con risvolti anche politici, per la grazia concessa per motivi umanitari.
“Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto” evidenzia l’ex consigliera regionale lombarda, secondo la quale le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa “risultano infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori”. E nella nota, la stessa Minetti non risparmia dettagli sulla “grave patologia” del minore per cui “io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, al fine di garantire le migliori cure possibili” individuandola in una di Boston, “dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso”.
Inoltre, “è particolarmente grave – rimarca – che siano state attribuite alla mia persona circostanze e dichiarazioni mai rese, costringendomi a difendermi da fatti del tutto inesistenti. Preciso, con assoluta chiarezza, di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna”. L’auspicio è che tutte le autorità competenti valutino quanto accaduto “affinché venga fatta piena luce sulle falsità divulgate e venga ristabilita la verità dei fatti”. In tal senso Minetti si riserva di adire alle vie legali contro “chiunque abbia contribuito alla diffusione di notizie false e lesive, al fine di ottenere ogni tutela e ristoro dei danni subiti”.