Musica e politica
Beatrice Venezi le “suona” alla sinistra: “Odio contro di me. Se mi avesse scelto davvero la Meloni sarei ancora alla Fenice”
+ Seguici su Google DiscoverHa vinto l’odio, quello di sinistra, contro il talento. “Sono serena. Sto ricevendo migliaia di messaggi, mail, commenti social. Un’ondata di affetto dall’Italia e dall’estero perché la notizia è esplosa nel mondo” dice in un’intervista al Corriere della Sera, Beatrice Venezi, ex direttrice d’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. Non è pentita di aver attaccato gli orchestrali accusandoli di “nepotismo”, anzi: “Colabianchi ha concesso all’orchestra di fare una campagna di odio contro di me, con spillette e lancio di volantini, dando al mondo un’immagine scadente della Fenice. Hanno messo in discussione la mia competenza, il mio talento, il mio percorso. Sono arrivati a dire che il Colòn di Buenos Aires è un teatro di provinci”», sostiene Venezi. Sugli orchestrali che si tramandano il posto di padre in figlio, “Mai detto. Era un paragone tra la mia situazione e quella presente nel nostro mondo. Io non vengo da una genealogia di musicisti, mi sono fatta da sola e nessuno ha avuto per me il minimo rispetto, umano prima che artistico”. E fa i nomi dei presunti figli di: “Ad esempio Marco e Anna Trentin, attualmente in organico, parenti dello storico oboista della Fenice, Giorgio. Magari sono i migliori sulla piazza, oppure no. Ma è evidente che ci sia una facilità”. Anche sui concorsi truccati replica: “Mai detto. Ma al momento di scegliere, l’appartenenza a una famiglia di musicisti gioca un ruolo. Un vantaggio competitivo che io non ho mai avuto”.
La reazione di Beatrice Venezi e la difesa della Meloni
Venezi non si sottrae alla domanda sulla sua amicizia con la premier Meloni: “Io sono stata scelta dal sovrintendente. Fossi stata scelta da Giorgia Meloni sarei ancora alla Fenice… Non ho sentito nessuno di FdI. Le uniche testimonianze di solidarietà le ho avute da Salvini, Ceccardi e Santanchè. Se tornassi indietro non cederei alla richiesta insistente di Meloni di suonare a un convegno di FdI, prima del voto del 2022. Guardi lei quanti danni ho avuto in cambio… Sono stata fatta carne da macello, nessuno mi ha tutelata, io non ho tessere e non sono funzionale. Non sta a me fare valutazioni politiche, decideranno gli italiani quando sarà il momento di votare”. Sul padre un tempo dirigente di Forza Nuova: “La sfido a trovare una mia dichiarazione che possa essere associata al fascismo o all’intolleranza. Io sì che sono stata trattata con intolleranza, come un oggetto, un corpo estraneo da espellere dal sistema”. Secondo la direttrice d’orchestra tutto inizia dopo il successo al festival di Sanremo. “Prima di salire su quel palco nel 2021 ero stata osannata persino da Augias, che definì prezioso il mio libro, salvo poi dopo il 2022 affermare in tv che non ero diplomata. Poi c’è stata la polemica sull’uso del termine maestro o maestra, la Boldrini mi ha attaccata e tutto ha preso una dinamica politica. Un retroscena (smentito) del Corriere qualche giorno fa parlava di un via libera di Meloni al suo licenziamento: “Io non ho avuto alcun tipo di contatto con Roma. Per dire del savoir faire , le rivelo che ho saputo dell’annullamento dall’Ansa. Il sovrintendente mi ha spedito una mail senza farmi prima una telefonata”. E la sinistra? “Colabianchi si è trasformato nel perfetto cavallo di Troia a favore dei sindacati e della sinistra”.
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