Nessun colloquio alle porte
Salta l’incontro storico tra Libano e Israele annunciato da Trump. Beirut smentisce il presidente Usa
+ Seguici su Google DiscoverL’incontro “storico” tra Israele e Libano annunciato trionfalmente da Donald Trump per oggi non è previsto. È stato il Libano a gelare l’esultanza del presidente Usa che aveva dato la notizia parlando di un contatto imminente “dopo 34 anni”. Beirut, da giorni sotto i bombardamenti di Tel Aviv, ha negato l’avvio dei colloqui. A pesare sul dietrofront sarebbero state le forti pressioni interne dei leader Nabih Berri e Walid Jumblatt, oltre alla mancata notifica ufficiale del vertice via canali diplomatici. Una fonte ufficiale libanese contattata dall’Agence France-Presse smentisce il presidente Usa. “Non siamo a conoscenza di alcun contatto programmato con la parte israeliana. E non ne siamo stati informati attraverso i canali ufficiali”.
Salta l’incontro storico tra Libano e Israele annunciato da Trump
Il presidente libanese Joseph Aoun, nel corso di una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano Marco Rubio, ha detto che non parlerà con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. I leader libanesi e israeliani non hanno avuto contatti per trentaquattro anni. Se quanto riportato dalla fonte libanese corrisponde alla realtà non è alle porte nessun evento storico. Al contrario di quanto diffuso dall’inquilino della Casa Bianca.
Il Libano smentisce la Casa Bianca
“Stiamo cercando di creare un po’ di respiro tra Israele e Libano” è l’incipit del post trumpiano datato 15 aprile. “È passato molto tempo dall’ultima volta che i due leader si sono parlati, circa 34 anni. Accadrà domani. Ottimo!”. Intanto proseguono i raid israeliani sul Paese dei cedri. Il bilancio delle vittime dalla ripresa della guerra fra Hezbollah e Israele è salito a 2.196. Tra le vittime – riporta il ministero della Salute libanese – 260 donne e 172 bambini.
Mediatori pakistani a Teheran per rafforzare il cessate il fuoco
Il Pakistan continua a lavorare come ponte tra Iran e Usa. I mediatori pakistani, tra cui il capo dell’esercito Syed Asim Munir, sono arrivati a Teheran per rafforzare il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti prima della sua scadenza, la prossima settimana. Dall’inizio dei colloqui l’Iran e gli Stato Uniti hanno continuato a scambiarsi messaggi tramite il Pakistan. Ma non hanno ancora concordato un nuovo ciclo di negoziati, ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, si è detta ottimista. “Siamo fiduciosi sulle prospettive di un accordo”. L’iniziativa diplomatica pakistana è arrivata mentre Teheran minaccia di interrompere tutti gli scambi commerciali nella regione in risposta al blocco navale dei suoi porti.
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Politica - di Redazione