Cordoglio della politica
Roberto Arditti è morto: saranno donati gli organi. L’ultima apparizione pubblica poche ore prima del malore
Roberto Arditti è morto. Il giornalista, autore televisivo e volto noto della comunicazione politica aveva 59 anni. Dopo il grave malore che lo aveva colpito nelle scorse ore, la commissione medica dell’ospedale San Camillo Forlanini ha confermato lo stato di morte cerebrale.
Arditti morto a Roma dopo un malore: aveva 60 anni
Nel rispetto della volontà espressa in vita, saranno ora avviate le procedure per la donazione degli organi. I supporti vitali vengono mantenuti fino al trasferimento in sala operatoria. La famiglia ha chiesto il massimo rispetto della privacy. Arditti è stato colpito da un malore fatale all’alba del primo aprile. Poche ore prima aveva moderato un convegno dell’Eurispes, al ministero dell’Economia, come emerge da questa foto di Imago, scattata il 31 marzo.
Nato a Lodi il 28 agosto 1965, Arditti è stato una figura di primo piano nel giornalismo e nella comunicazione istituzionale. Nel corso della sua carriera ha diretto testate e network radiofonici, tra cui RTL, ed è stato alla guida del quotidiano Il Tempo. Ha collaborato a lungo con programmi televisivi come Porta a Porta ed è stato tra i protagonisti del dibattito pubblico con il progetto editoriale Formiche. Ha inoltre ricoperto incarichi di rilievo nella comunicazione istituzionale, tra cui quello per Expo Milano 2015.
La Russa: “Abbiamo sperato in un miracolo”
Immediato e unanime il cordoglio del mondo politico. “Abbiamo sperato in un miracolo che purtroppo non è arrivato”, ha dichiarato il presidente del Senato Ignazio La Russa, ricordando Arditti come “una persona perbene e una figura autorevole del giornalismo”.
Dolore anche nelle parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Perdiamo un intellettuale e un punto di riferimento nella comunicazione politica e istituzionale”.
“Ci mancheranno il suo equilibrio e il suo stile pacato”, ha aggiunto il presidente del Cnel Renato Brunetta, sottolineando il contributo dato da Arditti al racconto della società e della politica italiana.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ultime ore da esponenti di tutte le forze politiche, a conferma della stima trasversale conquistata nel corso della sua lunga carriera. “Ricordiamo un professionista serio e affidabile del giornalismo, che amava studiare e affrontare e i temi in profondità”, dice Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. la politica del nostro Paese”.
Il cordoglio di FdI Europa: Arditti voce riconoscibile autorevole
“Se ne va una figura capace di attraversare con professionalità e acume mondi diversi: informazione, istituzioni, comunicazione, sempre con lucidità, passione e uno sguardo attento ai cambiamenti del nostro tempo”, affermano il co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo, Nicola Procaccini e il Capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles, Carlo Fidanza.
“Arditti non è stato solo un professionista stimato, ma una voce riconoscibile e autorevole, che ha contribuito con intelligenza e spirito critico al confronto pubblico. Qualità che avevamo avuto modo di apprezzare nuovamente nei giorni scorsi al Parlamento europeo, ospitando la presentazione del suo ultimo libro. Il suo impegno, la sua capacità di analisi e il suo tratto umano resteranno un ricordo vivo per chi ha avuto modo di conoscerlo e lavorare con lui. Ci stringiamo con sincera partecipazione alla sua famiglia e ai suoi affetti”.
L'ultima di oggi
Sotto attacco la base di Shama
Razzo sui soldati italiani Unifil in Libano: nessun ferito, ma danni alle infrastrutture
Esteri - di Gabriele Caramelli