I due si conoscono da tempo
Re Carlo da Trump per ricucire gli strappi col Regno Unito: «Deve tenere il timone con un vento burrascoso»
Il viaggio del sovrano si inserisce in un momento turbolento dei rapporti tra Washington e Londra, per questo il ruolo della sua "diplomazia reale" è guardato con particolare attenzione
Cresce l’interesse per la visita di Re Carlo III a Washington di oggi, che poi vedrà Donald Trump nel tentativo di restaurare i rapporti incrinati con il Regno Unito, anche a seguito delle discussioni con il primo ministro Keir Starmer. Ad accompagnare il sovrano ci sarà sua moglie, Camilla. Dopo la sparatoria al Washington Hill, è stato predisposto un imponente dispositivo di sicurezza per evitare rischi.
«Re Carlo verrà ed è una persona fantastica. Non vediamo l’ora», ha spiegato The Donald a Fox News, sottolineando che il suo interlocutore è «un rappresentante straordinario» e «coraggioso». Poi ha aggiunto: «Come sapete, ha un problema di salute ben noto e si è comportato in modo straordinario». Inoltre, ha tenuto a precisare il legame che li lega da molto tempo e la stima che nutre nei confronti del sovrano: «È un mio amico di lunga data. Quindi, verrà e ci divertiremo molto. E rappresenta la sua nazione come nessun altro sa fare».
Re Carlo da Trump per riallacciare i fili tra Usa e Regno Unito
Come ha scritto anche Buckingham Palace in una nota, la visita di Carlo e Camilla negli Usa «si svolgerà come previsto». Si sono verificati anche «colloqui su entrambe le sponde dell’Atlantico» nel corso della giornata di domenica per garantire la sicurezza della permanenza. Nel comunicato si sottolinea che «il Re e la Regina sono profondamente grati a tutti coloro che hanno lavorato rapidamente affinché ciò fosse possibile». Inoltre, il sovrano è stato «costantemente informato sugli sviluppi» e si è detto «fortemente sollevato» per l’incolumità del presidente Donald Trump e della first lady Melania Trump.
Il compito di «tenere il timone» in questo «vento burrascoso»
«Il vento tra Regno Unito e Stati Uniti è cambiato, si è fatto molto più burrascoso, e Re Carlo è consapevole che avrà l’arduo compito di tenere il timone ben saldo per non rischiare di intaccare ulteriormente i delicati rapporti tra Londra e Washington». Queste le parole di Robert Jobson, uno dei giornalisti più ferrati sulla famiglia reale, intervistato dall’Adnkronos sull’incontro tra i due.
Il ruolo della “diplomazia reale”
Jobson ha sottolineato che Carlo «si troverà a brindare con un leader che ha definito il primo ministro britannico codardo e che sembra pronto a riaprire ferite che Londra considerava chiuse dal 1982. Eppure, nonostante le provocazioni e il fatto che Keir Starmer sia stato escluso dalla lista degli ospiti, Carlo III non ha margine di manovra politica. Il Re conosce il suo lavoro. Sorriderà. Leggerà il discorso. Alzerà il calice. La diplomazia reale, in questo contesto, diventa un atto di resistenza stoica». Stavolta, i due coniugi reali dovranno affrontare un arduo compito perché, come ha sottolineato Jobson, «il vento è cambiato: il Re deve navigare queste acque turbolente senza compromettere la neutralità della Corona. Sarà la vera prova del fuoco del suo regno in un momento in cui la musica, tra i due Paesi, è decisamente cambiata».