L'anniversario
Pio La Torre, il comunista perbene che sfidò con coraggio la mafia e pagò con la vita
44 anni fa l'omicidio del deputato che volle introdurre il reato specifico contro i clan. Dopo di lui la morte di Dalla Chiesa
+ Seguici su Google DiscoverPio La Torre era uno dei tanti uomini di altissimo livello che in Sicilia combattevano davvero la mafia. Era un comunista, deputato, coraggioso, perspicace, capace di proporre la legge di associazione mafiosa che solo dopo quella terribile mattina del 20 aprile 1982, quando fu ucciso insieme al suo autista Rosario Di Salvo, il Parlamento volle approvare.
Un uomo verticale
Pio La Torre pagò con la vita la sua determinazione a contrastare i clan mafiosi. Fu Totò Riina, ormai capo della cupola, a decretare la sua morte. Che avvenne dopo anni di lotta politica militante nella Sicilia dominata dai poteri oscuri e nella denuncia dell’influenza dei clan mafiosi.
Un uomo verticale che produsse una straordinaria relazione di minoranza in Commissione Antimafia, elogiata da Leonardo Sciascia insieme a quella di un deputato missino, Beppe Niccolai, che dimostrò in quella occasione il suo valore.
In quella relazione La Torre accusava apertamente la Dc di avere stretto un patto politico con la mafia sin dai tempi dello sbarco americano, dimostrandone le cointeressenze e gli affari che variavano dall’edilizia alle concessioni tributarie.
Solo dopo la sua morte fu varata la legge Rognoni-La Torre che prevedeva l’associazione a delinquere di stampo mafioso.
I cento giorni a Palermo
Dopo l’omicidio di La Torre l’opinione pubblica venne profondamente scossa e il Partito Comunista, ma anche il Msi, chiesero il pugno duro contro i clan. Il governo Spadolini decise di mandare a Palermo, nominandolo prefetto con ampi poteri, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, alfiere della lotta al terrorismo. Ma anche questa scelta, che aveva prodotto speranze nella comunità siciliana, finirà in tragedia. Il 2 settembre, quindi circa cento giorni dopo il suo insediamento, Dalla Chiesa sarà ucciso insieme alla giovane moglie. Ma la morte di La Torre e quella di Dalla Chiesa peseranno nel tempo contro la ferocia della mafia, aprendo la stagione(altrettanto tragica ma determinante) di Falcone e Borsellino.
Il ricordo delle istituzioni
Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha voluto dare un ossequioso “‘omaggio all’impegno di La Torre e Di Salvo, contro la criminalità organizzata nemica della comunità”. Chiara Colosimo, presidente della commissione antimafia, ha sottolineato, “Il coraggio di chi guarda lontano! Ci sono date che restano incise nel cuore della nostra Repubblica come ferite mai del tutto rimarginate. Il 30 aprile è una di queste. Oggi non ricordiamo solo un uomo politico, ma un uomo che amava la sua terra al punto da sfidare l’intoccabile“. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha voluto rendere omaggio, a “due figure che hanno testimoniato, con coraggio, il valore della legalità e del servizio alle istituzioni”. Manifestazione a Palermo con il sindaco Lagalla.
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