La fantapolitica di sinistra
I deliri del duo Ranucci-Travaglio: “La vittoria della Meloni alle elezioni favorita dalle trame di Fb e Instagram”
L’ultima “bomba” lanciata dalla “redazione unica”, stavolta composta dal “Fatto Quotidiano” e da “Report” si rivela il solito boomerang: la tesi secondo cui le elezioni del 2022, in Italia, che hanno decretato la vittoria del centrodestra e della Meloni, sarebbero state favorite dagli algoritmi di Meta su Facebook e Instagtram, altro che influenze russe e putiniane. Una teoria di fantapolitica basata su presunte pressioni sul Garante della Privacy e su presunti scambi con Zuckerberg documentati un un’inchiesta di “Report” anticipata oggi dal “Fatto Quotidiano“. Ma anche categoricamente smentita proprio da Meta, che oggi ha dato alle stampe una dichiarazione ufficiale nel quale nega qualsiasi interferenza. Ma da sinistra erano già partite accuse e richieste di chiarimenti sulle presunte “manine” social….
Meta smentisce influenze sul voto italiano e favoritismi alla destra e alla Meloni
“La tesi secondo cui il nostro strumento Election Day Information (EDI) costituirebbe una ‘profilazione di massa’ è infondata e del tutto inaccurata. Lo strumento è utilizzato in tutto il mondo per contribuire a sensibilizzare gli utenti sulle elezioni ed è stato impiegato durante numerose consultazioni elettorali in Unione Europea dal 2021. In Italia, indirizzava semplicemente gli utenti al sito web del Ministero dell’Interno, dove le persone potevano trovare informazioni verificate e attendibili sulle elezioni del 2022. Lo strumento è stato progettato in stretta consultazione con le autorità di regolamentazione per garantire un elevato livello di tutela della privacy. Non raccoglie alcun dato sensibile o di natura politica, non fornisce a Meta alcuna informazione su come o se un utente abbia votato, e non condivide dati con terze parti, inclusi i comitati elettorali. I dati raccolti tramite EDI non sono stati utilizzati in alcun modo per mostrare o moderare contenuti politici”, dice un portavoce di Meta, commentando l’inchiesta della trasmissione Report relativa all’utilizzo dello strumento Election Day Information (EDI) durante le elezioni italiane del 2022.
La tesi di Ranucci e Travaglio
“L’inchiesta di Report sulle interferenze di Meta sul voto anticipata oggi dal Fatto Quotidiano ci dice che gli allarmi che come Pd abbiamo sollevato negli scorsi mesi erano fondati: le piattaforme di social network non sono neutrali e c’è un rischio concreto di manipolazione e di alterazione della visibilità di contenuti politici che danneggia la formazione del consenso dei cittadini. Meta, da quanto emerge dall’inchiesta, lo avrebbe fatto per le elezioni del 2022 e fino al 2024, favorendo le destre estremiste e antieuropeiste”, dice Anna Ascani, Vicepresidente della Camera e deputata dem.
“L’inchiesta di Report in onda questa sera solleva interrogativi gravissimi che il Parlamento e il Governo non possono ignorare. Se fosse confermato che Meta ha raccolto e trattato dati di oltre 6 milioni e mezzo di utenti italiani in relazione alle elezioni politiche del 2022, e che membri del Garante della Privacy abbiano frenato le sanzioni invece di tutelarli, saremmo di fronte a un fatto sconcertante. Ma c’è una domanda che non può essere elusa: è questo uno dei motivi per cui la Presidente Meloni si rifiuta di prendere le distanze da Donald Trump? Ha bisogno del sostegno delle grandi piattaforme digitali — da X a Facebook — per costruire e rafforzare il proprio consenso elettorale? È questo il patto non dichiarato tra la destra italiana e l’area trumpiana?”, si esprime Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Cosa resterà di questi deliri politici e giornalistici? Lo sapremo a breve…
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