La premier a Milano
Meloni alla fiera del mobile: “Settore in grande crescita e aumento delle esportazioni. Sosteniamo i negoziati di pace in Iran e Libano”
La presidente del Consiglio al punto stampa interviene sulle questioni geopolitiche e ribadisce il ruolo di mediazione dell'Italia
+ Seguici su Google DiscoverGiorgia Meloni omaggia la fiera del mobile di Milano e uno dei settori strategici del Made in Italy, ricordando il forte impegno del suo governo per l’espansione dei nostri prodotti nel mondo e non mancando, in un improvvisato punto stampa, di parlare delle questioni internazionali aperte, con chiaro riferimento al vertice di Islamabad per la fine delle ostilità a Teheran e alla tregua nel conflitto tra Israele e Libano.
“Settore del legno strategico per il nostro export”
La presidente del Consiglio ha evidenziato le grandi potenzialità del comparto legno arredo italiano e la sua capacità di esportazione nel mondo. “Un settore-ha detto- che presenta 50 miliardi di euro di fatturato, che rappresentano il 2,3 % del nostro Prodotto Interno Lordo. Proprio ieri, parlando con il presidente del Kenya, ho potuto constatare la forte crescita del Made in Italy anche in Africa, con un aumento del 13 % delle esportazioni”.
“L’aiuto alle piccole e medie imprese”
La premier ha voluto sottolineare, Il lavoro “del governo in favore delle piccole e medie imprese anche con la nuova legge approvata di recente e un sostegno reale che si è visto sia con il decreto sul caro energia, sia sulla battaglia che su questo punto fondamentale stiamo portando avanti in Europa“.
“Sulle missioni decide il Parlamento: confidiamo in Onu”
La presidente del Consiglio, che non ha sentito Donald Trump di recente (e che sulle critiche del presidente americano ha elegantemente ripetuto, che “il coraggio è dire ciò che si pensa”), si è detta “fiduciosa sui negoziati in corso a Islamabad e sulla fine del conflitto in Libano. Vedremo quali saranno le priorità che ci dobbiamo dare”. Sul ruolo dell’Onu nella missione di pace in Iran, la premer ha ribadito che, “Noi siamo stati tra i primi a sostenere che ci fosse una copertura Onu sugli interventi ad Hormuz ma abbiamo dovuto il registrare il veto di Russia e Cina. Le condizioni per un intervento sono la cessazione delle ostilità, l’ampissima adesione internazionale e la postura difensiva dell’operazione ma sarà comunque il Parlamento ad esprimersi”. Una battuta, infine anche sulla manager Giuseppina Di Foggia, indicata come prossimo presidente dell’Eni: “Deve scegliere tra la buonuscita di Terna a la presidenza Eni”, la risposta sibillina della premier.
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