Ucciso un ministro
Mali, calma apparente dopo le sparatorie dei terroristi islamici. Tajani: «Siamo in contatto con gli italiani»
Il Paese è diventato teatro di attacchi coordinati e senza precedenti da parte di gruppi jihadisti. L'Unità di crisi della Farnesina mobilitata per i nostri connazionali
In Mali c’è una situazione di calma apparente, anche nella capitale Bamako e a Kati, “roccaforte” della giunta al potere dal 2020, dopo gli scontri intensi tra militari e jihadisti alleati con separatisti Tuareg degli ultimi due giorni. Il ministro della Difesa, Sadio Camara, è stato ucciso con un’autobomba davanti alla sua residenza domenica a Sénou mentre il capo della giunta militare Assimi Goïta, non si è fatto vedere né ha rilasciato dichiarazioni dall’inizio delle ostilità. Il Paese è diventato teatro di attacchi coordinati e senza precedenti, eseguiti già da sabato contro obiettivi strategici della giunta. I responsabili sono i fondamentalisti del Gruppo di sostegno all’Islam e i militanti del Jnim, affiliati ad Al-Qaeda. I disordini hanno visto anche la partecipazione del Fronte di liberazione dell’Azawad.
Calma apparente in Mali dopo l’attacco jihadista
A Kati le armi da fuoco sono rimaste in silenzio, ma, come ha constatato l’agenzia Afp, restano i “segni” di quanto accaduto. Si registra una calma apparente anche nella zona dell’aeroporto e nel quartiere di Sénou, in periferia. Per il momento, sono stati segnalati solo sorvoli di velivoli militari. «Contiamo sulla popolazione per le segnalazioni di persone sospette nei quartieri», ha detto all’Afp un ufficiale di Sénou.
Tajani: «Condanniamo gli attacchi dei terroristi islamici. Siamo in contatto con gli italiani»
«Condanniamo gli attacchi perpetrati dalle forze jihadiste in Mali, che hanno portato anche all’uccisione del ministro della Difesa». A scriverlo su X è stato il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, spiegando che «attraverso l’Unità di Crisi della Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Bamako, responsabile per il Mali, siamo in contatto con gli italiani e le ong presenti nel Paese». Il titolare della Farnesina ha ricordato che per segnalazioni, è possibile contattare l’Unità di Crisi al numero +39 0636225 o via e-mail all’indirizzo [email protected].