L'ex campione tedesco
Mai più casi Khalif, Boris Becker: “Alle competizioni femminili solo le donne biologiche”
Il tre volte vincitore di Wimbledon dice no ai transgender nell'agonismo ed esalta il momento del tennis italiano
Boris Becker, il ragazzino che vinse Wimbledon il 1985 e poi si ripeté altre due volte, dà ragione al Comitato Olimpico Internazionale sulla presenza delle sole donne biologiche alle competizioni sportive femminili dopo il caso Khalif, il pugile transgender che vinse la medaglia d’oro nella categoria donne a Parigi 2024.
Le parole dell’ex tennista tedesco
«Sono di mentalità aperta e le persone hanno il diritto di cambiare sesso e così via – ha detto Boris – ma in una competizione sportiva, soprattutto quando si è nati uomini, cambiare sesso per diventare donne porta fisicamente ad essere un po’ più forti e ad avere un vantaggio. E credo che ci siano state delle zone grigie alle ultime Olimpiadi di Parigi, ma non voglio fare nomi».
«Non si tratta di qualche atleta in particolare, ma credo che molte persone non fossero soddisfatte. E penso che il Comitato Olimpico Internazionale abbia fatto la cosa giusta. Che abbia preso la decisione giusta. Dire che, biologicamente, o sei donna o sei uomo, e quindi devi competere o come donna o come uomo, penso che sia la decisione corretta», ha aggiunto Becker in un’intervista esclusiva ad Adnkronos.
“La crisi del calcio? Imparate da Sinner..”
L’ex numero uno del mondo ha parlato grande momento che vive il nostro tennis facendo un parallelo con la crisi del calcio: «Si inizia sempre con uno e, sai quale è. Ovviamente Sinner ha un ruolo fondamentale. Sì può citare Berrettini, prima di lui, e prima ancora Fognini, ma ci vuole sempre una vera superstar per portare avanti uno sport nazionale. E penso che Jannik Sinner sia quella superstar».
E ancora. «Fa sempre piacere essere associato ai vincitori. E se un italiano vince il Grande Slam, ti piace quello sport, no? Si può sempre giocare nel sud Italia, anche d’inverno, o in Sardegna. E poi praticamente da marzo il clima è così bello in tutta Italia che puoi giocare ogni settimana un torneo Challenger, e penso che anche questo significhi molto per alcuni di questi giovani giocatori, perché il tennis è costoso. Forse dovrebbero provare la stessa cosa nel calcio italiano», ha concluso Becker.
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