Sebastian Coe: “No alle atlete transgender, dobbiamo proteggere la categoria femminile”

10 Mag 2023 21:01 - di Redazione

L’atletica mondiale ha escluso alla partecipazione di atlete transgender. A ribadire la posizione e spiegarne le ragioni è Sebastian Coe, presidente della federazione Internazionale di atletica leggera. “Abbiamo protetto la categoria femminile” dice da Parigi dove ha partecipato ai Laureus Awards.

Atletica, Sebastian Coe: no alle atlete transgender

“Per ora non ci sarà alcuna partecipazione di atlete transgender in questo sport d’élite. Stiamo costituendo un gruppo di lavoro. Non abbiamo detto che questo è scritto nelle tavole di pietra per sempre. Stiamo creando un gruppo di lavoro per esaminare la questione e capirne un po’ di più”, aggiunge. Sottolineando che sull’argomento ci sono poca scienza e certezze.

“Vogliamo proteggere la categoria femminile”

“Fino a quando non ne capiremo di più, non siamo disposti a correre questo rischio. Quindi la posizione è, ancora una volta, molto chiara. Per me si trattava della protezione in ogni momento della categoria femminile. E se non lo fai, corri il rischio di danneggiare le ambizioni e le aspirazioni di una generazione di donne atlete”, aggiunge il  campione, atleta olimpico in quattro edizioni dei Giochi.  “Abbiamo giudicato che questo fosse nel migliore interesse dell’atletica, e sono sicuro che altri sport esprimeranno giudizi basati sugli stessi criteri”.

Non è una chiusura totale, avvieremo un gruppo di lavoro

Non è una chiusura totale, ci tiene a precisare Coe. “Il gruppo di lavoro è  importante e conterrà anche atleti transgender. Non ci limitiamo a quella che è una questione sociale, la nostra fondamentale responsabilità primaria deve essere quella di proteggere la categoria femminile”. L’opzione più semplice potrebbe quindi essere quella di creare una categoria aperta e poi valutare nel tempo. “Questo potrebbe essere il caso degli anni a venire. In questo momento non ci sono abbastanza dati, non c’è abbastanza comprensione e c’è anche incomprensione e paura”.

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