Gli anti-italiani
L’insulto choc di Fratoianni: “Meloni topo in fuga”. Bonelli straparla di “internazionale nera”. Fango dopo le parole di Trump
+ Seguici su Google DiscoverMeloni “topo in fuga”. Pensavamo che nella vicenda premier-Trump due fossero stati gli “sciacalletti” anti-italiani che non hanno dato solidarietà alla premier: Matteo Renzi e Giuseppe Conte. Invece nella gara al ribasso entrano anche altri peggiori elementi che hanno dimostrato in questa fase gravi lacune istituzionali e di civiltà: in una fase in cui ad essere offeso da Trump è l’istituzione governo italiano. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. Con formule infelici e insultanti. “E pensare che il duro attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni non nasce certo dal fatto che la presidente del consiglio italiano ha osato parlare di guerra illegale contro l’Iran; o da chissà quale levata di scudi nei confronti del presidente Usa: semplicemente ha difeso Papa Leone XIV. Inizia sprezzante per poi scendere in basso che più in basso non si può.
Fratoianni il peggiore su Meloni: “Quando la nave affonda i topi…”
“Trump – ha proseguito – si è detto addirittura scioccato da queste critiche. E eppure dovrebbe sapere che quando la nave affonda i topi scappano”. “Eh sì, le guerre illegali, la continua violazione del diritto internazionale cominciano ad incrinare una destra mondiale che sembrava invincibile”. Insultante e gongolante. Ma non è finita: “Il problema è che Meloni, di fronte ai primi segnali di cedimento dell’internazionale nera, sta capendo che tutto questo non le fa bene; che stare dalla parte della guerra non porta consensi nel Paese; e sta cercando di smarcarsi dall’imbarazzante amico di Washington. L’asse che ha costruito in questi anni con i suoi amici Trump, Netanyahu, Orban sta facendo acqua da tutte le parti e la schiaccia in una condizione di enorme difficoltà”, conclude Fratoianni. Il peggiore? Non proprio, quando si tratta di distinguersi in negativo Angelo Bonelli non può essere da meno.
Meloni-Trump, il dietrofront di Bonelli: “Crolla l’internazionale nera”
Inizialmente il leader dei Verdi aveva iniziato in modo soft: “Se la destra che governa questo Paese vuole stare insieme a noi per dire no alla guerra; per sospendere definitivamente l’accordo con Israele, noi diciamo ci siamo, avevamo ragione. Siamo uniti per dire no alla guerra e per dire a Trump che non può assolutamente condizionare la politica e il governo italiano perché l’Italia è una nazione sovrana”. Lo aveva dichiarato nel pomeriggio di martedì, subito dopo l’autogol di Trump. Poi deve essersi reso conto attaccare Meloni deve essere la sua stella polare pure in un contesto complicato per l’Italia nel suo complesso. E allora ha straparlato:
Quelli che “Meloni è arrivata tardi”
“Purtroppo è arrivata tardi e non si può non pensare che lo abbia fatto per opportunismo. Con la sconfitta di Orbán sta cominciando a crollare l’internazionale nera che ha come punti di riferimento Netanyahu e Trump; che a loro volta stanno crollando con la loro folle logica della guerra”. Fino a “due mesi fa sosteneva che Trump dovesse vincere il premio Nobel per la pace. Voleva fare la pontiera con gli Stati Uniti”.
Schlein apprezzata da Donzelli
Due posizioni inconciliabili con il senso istituzionale dimostrato dalla segretaria del Pd Elly Schlein che intervenendo alla Camera ha definiti l’attacco del presidente Usa come «una cosa gravissima». Parole apprezzate da Giovanni Donzelli, capogruppo di FdI alla Camera: «Ho apprezzato le parole di Elly Schlein, a differenza di altri esponenti delle opposizioni che non hanno colto il senso dell’intervento della segretaria del Pd».
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