Intrighi sinistri
La moglie di Sánchez travolta dallo scandalo… e lui non risponde più a Valeria Marini. Nuova puntata della “fiction socialista”
Inchiesta sulla consorte del premier spagnolo, Begoña Gómez: indagata per corruzione. «Il tempo rimetterà ogni cosa e ogni persona al suo posto», tentano di rassicurare da Madrid
+ Seguici su Google DiscoverC’è chi la chiama coincidenza, chi ironia della storia. Fatto sta che mentre la sinistra europea si riunisce a Barcellona per celebrare se stessa per il Global Progressive Mobilisation, a Madrid va in onda un’altra puntata della sua serie più longeva: quella in cui il potere inciampa nei tribunali. Protagonista, questa volta, la moglie del premier Pedro Sánchez, Begoña Gómez, finita al centro di un’inchiesta per corruzione che ricorda, almeno per suggestione, una versione iberica di Mani Pulite. Il nome dei promotori dell’esposto? “Manos Limpias”.
L’ennesima puntata della “fiction socialista”
Le accuse sono pesanti: traffico di influenze, corruzione negli affari, appropriazione indebita e malversazione. L’accusa popolare ha chiesto fino a 24 anni di carcere. Nel documento si legge che «dal momento della nomina del marito a primo ministro, il profilo istituzionale dell’indagata è aumentato, così come la sua capacità di influenzare sia l’amministrazione che il settore privato».
La difesa respinge tutto: «Non c’è un solo indizio» e «dà la sensazione che si voglia arrivare a un obiettivo, anche a costo di massacrare la verità». La parola passa ora all’Audiencia provincial di Madrid, mentre la Procura continua a chiedere l’archiviazione.
Il silenzio strategico del premier
Se all’inizio Sánchez parlava di “macchina del fango”, oggi il registro è cambiato. Più istituzionale, più misurato, forse più prudente. «Il tempo rimetterà ogni cosa e ogni persona al suo posto. Io chiedo al sistema giudiziario di fare giustizia», ha dichiarato.
Una risposta che dice molto e poco allo stesso tempo. Sufficiente a tenere la linea, meno a spegnere le polemiche. Anche perché il caso tocca un nervo scoperto: il rapporto poco limpido tra l’amministrazione socialista, relazioni personali e gestione delle risorse pubbliche.
Tra leadership globale e realtà domestica
E nel frattempo, nel piccolo teatro dei social, si inseriscono episodi che diventano “curiosi”. «Non è una balla, ho scritto a Sanchez…», racconta Valeria Marini. «Non ha risposto». Un dettaglio minore, ma che restituisce il clima: molta esposizione pubblica, poca disponibilità al confronto. Dopotutto, si era anche rivolta a lui con «Querido presidente».
«Gli scritto su Instagram, si è opposto alla guerra e ha chiesto ai follower cosa pensassero. Io ho risposto come una normale utente e ho scritto se secondo lui una compattezza dell’Europa potesse essere un punto di forza», racconta ancora Marini.
Il “modello Sánchez” per Elly
Intanto, sempre in Italia, la segretaria del Pd Elly Schlein continua a idolatrare il premier spagnolo: «È sicuramente un modello». E ancora: «Comprare gas russo aiuta solo Putin. Più rinnovabili come ha fatto Sánchez». Peccato che il caro alleato progressista sia di un’altra idea. Secondo gli ultimi dati del Centre for Research on Energy and Clean Air, la Spagna risulta infatti in cima alla lista degli acquirenti di gnl russo. La linea dei “rossi” in politica estera come sempre è poco nitida…
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