Guai per Merz
Il deficit pubblico della Germania è disastroso: un livello del genere non si vedeva dalla crisi energetica del 2022
Altri guai travolgono la cancelleria di Frederich Merz, da quando è uscita la notizia che il deficit pubblico tedesco è aumentato di gran lunga nel 2025. Ha persino raggiunto un livello che non si vedeva dal 2022, da quando si è presentata la crisi energetica ha innescata dal conflitto tra Russia e Ucraina. A dare notizia di questa problematica economica rilevante sono stati i dati ufficiali dell’Ufficio federale di statistica Destatis. A quanto pare, il deficit totale dei bilanci federali, statali, comunali e della previdenza sociale è aumentato a 127,3 miliardi di euro, con un incremento di 22.9 miliardi di euro in confronto all’anno precedente.
Il deficit pubblico della Germania è disastroso: livelli alti che non si vedevano dal 2022
Rispetto al 2022, quando il deficit era principalmente concentrato a livello federale per colpa delle normative emergenziali come i sussidi energetici, nel 2025 si sono presentati disavanzi a tutti i livelli di governo, con un segnale marcato sulle pressioni fiscali di fondo più ampie. L’ampliamento del divario èdovuto da un notevole aumento della spesa. Nonostante le entrate pubbliche abbiano continuato ad aumentare, la spesa è cresciuta a un ritmo più veloce. Come ha affermato Destatis, la spesa del governo federale è aumentata del 6,1% arrivando a 658 miliardi di euro e portando il deficit federale a 85,4 miliardi di euro.
Il problema delle basse esportazioni, della stagnazione e della contrazione
L’ufficio dei dati ha osservato che lo sviluppo della spesa è stato complessivamente determinato dall’incremento dei trasferimenti per la sicurezza sociale e dagli appalti militari, con i consumi per la difesa cresciuti di circa il 25% nel 2025. Inoltre, quella che da tempo veniva considerata come la più grande economia europea ha registrato tre anni consecutivi di contrazione o stagnazione, con basse esportazioni che continuano a pesare sulle prospettive di rilancio. Con un sostegno limitato dalla domanda esterna, il governo si è affidato sempre di più ai consumi interni, sia privati che pubblici, per sorreggere la crescita.
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