Massa sotto choc
Giacomo Bongiorni ucciso dalla baby gang per difendere il figlio: arrestati tre stranieri. La compagna: “Massacrato a morte”
Le botte, l’accanimento su Giacomo Bongiorni, intervenuto per difendere il figlio, fino alla sua morte, provocata da una baby gang di rumeni, di cui, però, solo uno minorenne. Sono stati identificati e fermati nel giro di poche ore ieri sera i presunti responsabili della violenta aggressione costata la vita a Giacomo Bongiorni nel centro cittadino a breve distanza dal Comune. Un minorenne e due maggiorenni sono indagati, a vario titolo, per concorso in omicidio volontario, mentre proseguono senza sosta le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova. “È morto per le botte. Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato”, racconta oggi la compagna della vittima.
“A quel punto e solo a quel punto sono scappati. Nel frattempo sono arrivate alcune persone a capire cosa stava succedendo. Due giovani hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco a Giacomo. Io sono corsa da lui, gli tenevo la testa tra le mani ma dalle orecchie usciva il sangue. Suo figlio gli teneva la mano e diceva: ‘Babbo, alzati. Per favore alzati’. Ma non si è alzato, Giacomo è rimasto a terra”, dice Sara Tognocchi, compagna di Giacomo Bongiorni: “Non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto, è morto per le botte”, ha dichiarato in un’intervista al “Corriere della Sera”.
Massa sotto choc per l’uccisione di Giacomo Bongiorni: fermati tre stranieri
Il quadro investigativo, delineatosi già nelle prime ore successive ai fatti, ha consentito ai carabinieri di individuare tutti i soggetti coinvolti nello scontro e di procedere a perquisizioni e sequestri di materiale ritenuto utile alla ricostruzione dell’accaduto. Un risultato investigativo rapido, reso possibile anche dalla presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona e dalle numerose testimonianze raccolte, come ha sottolineato il procuratore massese Piero Capizzoto
All’esito della prima attività istruttoria, la Procura per i minorenni genovese, diretta dalla procuratrice Tiziana Paolillo, ha disposto il fermo di un ragazzo di 17 anni ritenuto, allo stato, responsabile di omicidio volontario. Parallelamente, la Procura ordinaria di Massa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di due giovani maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, residente a Montignoso (Massa Carrara) ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, abitante a Massa, entrambi di nazionalità rumena, accusati di concorso nello stesso reato.
Per tutti gli indagati si aprirà nei prossimi giorni la fase degli interrogatori di garanzia: il minorenne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i due maggiorenni saranno sentiti dal Gip del Tribunale di Massa. In quella sede potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a loro difesa. Determinante, per chiarire in modo definitivo le cause del decesso, sarà anche l’esame autoptico sul corpo della vittima, che verrà eseguito nei prossimi giorni.
Cronaca di un massacro
Secondo quanto emerso finora, la tragedia si è consumata intorno all’una di notte, al termine di una serata apparentemente tranquilla. Bongiorni si trovava in centro insieme alla compagna, al figlio undicenne e ad alcuni familiari, tra cui il cognato. Dopo aver assistito a uno spettacolo, il gruppo si era fermato in un locale della zona.
A poca distanza, in un altro esercizio pubblico, era presente un gruppo di giovani. Per ragioni ancora in corso di accertamento – ma che potrebbero essere legate al lancio di bottiglie di vetro – tra le due parti sarebbe nata una discussione, scaturita da un rimprovero rivolto ai ragazzi. In pochi istanti la situazione sarebbe degenerata. Dalle parole si sarebbe passati a un violento scontro fisico. Bongiorni sarebbe stato colpito più volte e, nel corso dell’aggressione, sarebbe caduto a terra battendo violentemente la testa. Un trauma che, secondo le prime ipotesi, avrebbe provocato un arresto cardiaco risultato fatale. Un secondo uomo coinvolto nella vicenda ha riportato lesioni ed è attualmente ricoverato in ospedale.
Per tutti gli indagati si aprirà nei prossimi giorni la fase degli interrogatori di garanzia: il minorenne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i due maggiorenni saranno sentiti dal Gip del Tribunale di Massa. In quella sede potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a loro difesa. Determinante, per chiarire in modo definitivo le cause del decesso, sarà anche l’esame autoptico sul corpo della vittima, che verrà eseguito nei prossimi giorni.
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