A Mestre
Follia a scuola. “Prof, quanto deve essere lungo il tema?”. E la docente taglia i capelli a due studentesse
+ Seguici su Google DiscoverChiede chiarimenti sui compiti e la docente le taglia una ciocca di capelli davanti alla classe. È quanto sarebbe accaduto in una terza media di Mestre, in provincia di Venezia. L’episodio – nella scuola Bellini, sezione staccata dalla statale Lazzaro Spallanzani – ha suscitato la preoccupazione dei genitori che, come riporta il gazzettino, hanno protestato.
Secondo quanto ricostruito, la supplente di italiano avrebbe assegnato agli alunni un riassunto da fare per casa. E alla domanda su quanto dovesse lungo, la professoressa avrebbe estratto un paio di forbici per tagliare, all’interpellante e un’altra compagna di classe, una ciocca di capelli lunga dieci centimetri. L’episodio ha lasciato sotto choc, oltre le due bambine, anche l’intera classe della scuola, che hanno poi raccontato quanto accaduto ai genitori.
Prof taglia ciocche di capelli alle studentesse: scatta l’indagine interna
La stessa insegnante avrebbe confermato alla preside della scuola l’episodio, ammettendo da un lato di “aver esagerato”, ma aggiungendo di aver agito in questo modo “per mettersi al livello dei ragazzi e per farsi comprendere meglio”. I genitori stanno protestando e la docente rischia di perdere l’incarico e di ricevere sanzioni disciplinari. Il gesto velocemente ha fatto il giro della scuola, grazie anche alle chat su whatsapp.
Intanto, la dirigente ha avviato un’indagine interna, chiedendo per prima cosa una spiegazione alla professoressa. Questa non avrebbe negato il gesto, ma si sarebbe limitata ad ammettere di aver esagerato. Aggiungendo di avere agito così «per mettersi al livello dei ragazzi e farsi comprendere meglio». Per il momento, dalla scuola non filtra nulla: l’istituto, bersagliato dalle telefonate, ha staccato il telefono.
Non comprensivo il giudizio del presidente dei presidi di Roma, Mario Rusconi, all’Ansa. “Penso che ogni docente debba avere grande rispetto per i ragazzi sia dal punto di visto fisico che morale: non va usato mai il sistema della disconferma ‘non sai nulla’ ecc ma bisogna motivare i ragazzi ricorrendo a sistemi validi e opportuni e che non vadano ad intaccare la dignità di ogni persona. Per questo chiediamo una maggiore formazione dei docenti e una valutazione del loro operato”.
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