Antimafia al veleno
Offese alla famiglia di Paolo Borsellino dai giudici di sinistra, Giuffrè (Csm): “Superato ogni limite”
+ Seguici su Google DiscoverNon si placa l’eco delle polemiche sulle intercettazioni pubblicate da Il Giornale e da Il Tempo che coinvolgono l’ex magistrato e senatore M5S Roberto Scarpinato e l’ex pm Gioacchino Natoli, con toni durissimi usati nei confronti dei parenti di Paolo Borsellino. Offese rivolte dall’ex pm Gioacchino Natoli nei confronti dei figli e della moglie del giudice Agnese Borsellino e condivise al telefono con Scarpinato, con il quale Natoli avrebbe concordato cosa dire in Commissione Antimafia e avrebbe deriso i colleghi di Caltanissetta che stanno indagando sul dossier “Mafia-Appalti”. Oggi sulla vicenda interviene il membro laico del Csm, Felice Giuffrè.
Offese ai parenti di Paolo Borsellino, l’indignazione di Giuffrè
“I valori di legalità, giustizia, rigore morale e senso dello Stato incarnati fino all’estremo sacrificio da Paolo Borsellino costituiscono un riferimento imprescindibile per le istituzioni e per ogni cittadino e rappresentano ancora oggi un criterio esigente di responsabilità pubblica e privata. Desta profondo sconcerto apprendere, a distanza di tanti anni, affermazioni che si traducono in illazioni lesive della dignità della sua famiglia e della memoria di un uomo che ha testimoniato con coerenza e coraggio il primato della legge. Esprimo piena solidarietà alla famiglia, così come pieno appoggio ai magistrati della Procura della Repubblica di Caltanissetta per il loro impegno nell’accertamento della verità, da perseguire con rigore e indipendenza, al riparo da ogni forma di strumentalizzazione. Vi sono limiti che il confronto pubblico non può valicare, a tutela della verità, della dignità delle persone e del sacrificio di chi ha servito lo Stato fino alle estreme conseguenze. Offendere quella memoria significa indebolire un patrimonio etico che appartiene all’intera comunità nazionale. La figura di Paolo Borsellino resta un monito costante per tutti, richiamando alla responsabilità e alla sobrietà del linguaggio nel dibattito pubblico, fondamento della credibilità delle istituzioni”, scrive in una nota Felice Giuffrè, componente laico del Csm.
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