Decine di animali uccisi
Strage di lupi in Abruzzo: è caccia all’avvelenatore. Marsilio: la Regione si costituirà parte civile
+ Seguici su Google DiscoverNel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è caccia all’avvelenatore di lupi. C’è infatti la mano di un uomo dietro l’avvelenamenti in pochi giorni di almeno dieci esemplari di lupi. Cinque carcasse sono state rinvenute nell’area di Pescasseroli, altre cinque ad Alfedena. Si tratta con ogni evidenza di un gesto intenzionale, che ha portato all’avvio di indagini serrate per identificare i responsabili. La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per il reato di uccisione ingiustificata di animali.
«Siamo pronti a costituirci parte civile contro questi delinquenti – dice il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – e a sostenere ogni azione utile perché venga fatta giustizia. La tutela della fauna, dell’ambiente e della legalità resta per noi una priorità assoluta. Si tratta di un fatto gravissimo, che colpisce il patrimonio naturalistico della nostra terra e offende il senso civico della comunità abruzzese».
Indagini e reato contestato
Come riportato dal Corriere della Sera, la Procura di Sulmona ha deciso di trattare il caso con estrema severità. Il procuratore capo Luciano D’Angelo ha sottolineato che episodi di questo tipo non saranno considerati marginali: «Orsi e lupi rappresentano la cultura di questo territorio e ho disposto che la loro uccisione, così come gli incendi, non venga mai affrontata con superficialità».
Gli investigatori stanno cercando di individuare la sostanza utilizzata per l’avvelenamento: «I primi riscontri indicano la presenza di veleno, ma saranno necessari ulteriori accertamenti per identificarlo con precisione. Stiamo operando come se si trattasse di un omicidio. Non credo sia l’azione di un cacciatore o di un folle: è un fatto estremamente grave e come tale verrà perseguito», ha aggiunto il procuratore.
Le conseguenze sull’ecosistema
Oltre alla crudeltà del gesto, preoccupa l’impatto sull’equilibrio naturale. Ad Alfedena, infatti, gli animali ritrovati potrebbero appartenere tutti allo stesso branco. «Non si tratta solo della perdita di singoli esemplari», ha spiegato il direttore del Parco, Luciano Sammarone. «È possibile che sia stato eliminato un intero gruppo familiare, con conseguenze rilevanti sul piano biologico ed ecosistemico».
Il ricorso al veleno, inoltre, è particolarmente pericoloso perché indiscriminato: può colpire non solo i lupi, ma anche altre specie selvatiche e animali domestici. «È un atto vile, che non distingue tra le vittime», ha aggiunto Sammarone.
Dura la condanna del WWF, che ha definito il lupo «un patrimonio fondamentale della biodiversità italiana» e ha ribadito che nessun conflitto con le attività umane o danno economico può giustificare azioni di questo tipo.
Ultima notizia
Tragedia ad Asti
Femminicidio, omicidio e suicidio: albanese ammazza l’ex moglie e il compagno poi si lancia da una torre
Cronaca - di Marta Lima