"Elevata pericolosità sociale"
Baby Gang violento e turbolento, sobilla gli altri detenuti: a Busto Arsizio disposta la sorveglianza speciale per il trapper
Crea problemi anche in carcere il detenuto Zaccaria Mouhib, meglio noto con il nome d’arte di Baby Gang. Il trapper 24enne, nel carcere di Busto Arsizio dal 17 marzo, in tre settimane è diventato un pericolo pubblico. Le autorità penitenziarie lo definiscono un “soggetto tendente alla violenza, turbolento, refrattario alla disciplina” e pericoloso “anche per l’influenza che esercita sugli altri detenuti che lo riconoscono come figura carismatica e di guida, oltre che per i modi arroganti e minacciosi tenuti nei confronti del personale e degli altri detenuti”.
Per questi motivi, facendo riferimento ad “episodi di particolare gravità” che hanno “gravemente pregiudicato l’ordine e la sicurezza” nel carcere varesino, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha deciso di applicare il “regime di sorveglianza particolare” per Baby Gang.
In carcere per maltrattamenti sulla fidanzata e detenzione di armi
Il trapper che vanta milioni di follower è stato arrestato di nuovo lo scorso 17 marzo in un’inchiesta della Procura di Lecco per una serie di accuse di detenzione di armi e altri reati, tra cui maltrattamenti sulla fidanzata.
Il regime di sorveglianza particolare, previsto per un periodo iniziale di sei mesi, comporta una serie di restrizioni significative. Il detenuto sarà collocato in una camera singola, priva di numerosi oggetti comuni: niente fornellino, armadi, soprammobili o televisore. In cella resteranno soltanto una radio, il letto e un tavolo con sgabello. Inoltre, Baby Gang non potrà partecipare ad attività ricreative, culturali o sportive, né ai momenti di socialità con gli altri detenuti. Anche la permanenza all’aperto sarà limitata a due ore al giorno. Le restrizioni mirano, secondo l’amministrazione, a ridurre le occasioni di interazione e a prevenire possibili comportamenti violenti, anche attraverso l’eliminazione di oggetti che potrebbero essere utilizzati come armi improprie.
Non è tardata ad arrivare la reazione della difesa. L’avvocato Niccolò Vecchioni ha infatti presentato reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Milano chiedendo l’annullamento del provvedimento. Secondo il legale, il decreto del Dap si baserebbe su elementi fragili e privi di riscontri oggettivi. In
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