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Bergamo

Dopo il caso di Bergamo

Violenza a scuola, l’84% degli studenti appoggia la linea della fermezza scelta dal governo

Si potrebbe pensare che i giovani vivano questa stretta come un'imposizione autoritaria, ma i dati raccontano una storia diametralmente opposta

Cronaca - di Stefania Davide - 26 Marzo 2026 alle 18:09

L’episodio di Bergamo, con la docente accoltellata da un suo alunno, riaccende i timori dei ragazzi. Tra armi troppo presenti negli zaini e aggressioni sempre più violente, gli studenti si sentono insicuri. Non episodi isolati, ma ormai una situazione ben strutturata, e secondo un instant poll svolto da Skuola.net all’indomani dell’accoltellamento, il 53% degli studenti delle scuole secondarie non percepisce più la propria scuola come un luogo sicuro. Di contro, per il 47% degli intervistati, l’aggressione, pur grave, si inserisce in una serie di avvenimenti limite che però non intaccano la percezione di sicurezza all’interno del proprio istituto.

Il sondaggio

Un’indagine che spiega anche perché, secondo il portale, visto ciò che pensa la maggioranza, gli studenti siano tendenzialmente favorevoli alla stretta varata recentemente dal Governo sia dentro che fuori le scuole. Sebbene per molti la vera cura a questa malattia dovrebbe partire dalla prevenzione più che dalla repressione. La recente direttiva congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero dell’Istruzione e del Merito – emanata all’indomani dell’uccisione, a La Spezia, del 18enne ‘Aba’ per opera di un coetaneo proprio in classe – apre le porte a controlli rafforzati negli istituti.

I ragazzi sulla linea del governo

Alle misure d’emergenza si sono affiancate, successivamente, le norme del Decreto Sicurezza, rivolte anche al contrasto della devianza giovanile. Il pacchetto legislativo inasprisce, infatti, le pene per chi gira armato di coltelli o armi da taglio, estende il cosiddetto ‘Daspo urbano’ ai minori di quattordici anni e introduce un forte contrasto al fenomeno delle baby gang, colpendo anche la vita digitale dei ragazzi violenti. Si potrebbe pensare che i giovani vivano questa stretta come un’imposizione autoritaria, ma i dati raccontano una storia diametralmente opposta. Interpellati sempre da Skuola.net su questo specifico provvedimento, ben l’84% degli studenti ne ha promosso a pieni voti le norme.

Essendo molto spesso le prime vittime dei loro stessi coetanei, i ragazzi appoggiano dunque la linea del rigore, domandando a gran voce regole certe e punizioni severe per chi sbaglia.

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di Stefania Davide - 26 Marzo 2026