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Salis e t’abbacchi. Povera Schlein, manco il tempo di festeggiare e la sindaca la sfida: “Io leader? Lusingata”

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Salis e t’abbacchi. Povera Schlein, manco il tempo di festeggiare e la sindaca la sfida: “Io leader? Lusingata”

Politica - di Luca Maurelli - 24 Marzo 2026 alle 15:20

Manco il tempo di smaltire l’ebbrezza dello spumantino al Nazzareno, per la vittoria del No, che Elly Schlein s’è ritrovata a fronteggiare la prima sfida interna nel Pd per la leadership. In campo, ovviamente in modo metaforico e non esplicito, come da raffinata strategia politica, è scesa la sindaca di Genova, Silvia Salis, solo omonima di quella Ilaria che si è ritrovata sullo stesso carrozzone politico, quello del No al referendum, nonostante la diametrale differenza politica ed esistenziale. La Salis sindaca ha ribadito un concetto “bomba” nel Pd, un No, ma non sulla riforma della giustizia, ma alle Primarie di coalizione o del Pd, su cui la Schlein fonda la sua aspirazione alla leadership.

Silvia Salis contro Elly Schlein sulle primarie

Ma il nodo è prima di tutto politico. Perché nel Pd sono in tanti a pensare che la Schlein non sia adeguata e che le Primarie sono solo il metodo peggiore per blindarla, anche se la Salis ha sempre manifestato pubblicamente la sua stima per Elly.”Io non ho cambiato idea, le primarie sono sbagliate perché ti obbligano a mettere in contrapposizione due o più soggetti politici che in realtà sono nella stessa alleanza”, ha detto la sindaca di Genova margine della presentazione del torneo internazionale Aia AeQuilibrium Cup Women Elite, parlando dell’ipotesi primarie all’interno del campo largo, dopo l’apertura dei leader ieri, in seguito al risultato del referendum costituzionale.

“C’è un periodo di tempo – prosegue – nel quale tu dovresti fare in pratica campagna elettorale contro le persone che poi dovrebbero sostenere il tuo governo, una cosa che trovo tecnicamente sbagliata, è un messaggio di divisione che non sostengo, l’ho sempre detto e il fatto che ci avviciniamo alle elezioni non cambierà la mia posizione, è uno sbaglio fare le primarie, bisognerebbe fare una discussione interna e trovare un leader in grado di guidare il campo progressista”.

La battaglia sulla leadership: “Io sono lusingata…”

Salis risponde anche a chi le chiede se quel leader possa essere lei, e dall’altra parte non c’è un No categorico, a proposito di No.
“Io sono sicuramente lusingata da questa attenzione, è sicuramente un attestato di stima che ricevo – spiega -. Detto questo, come ho sempre detto, sono la sindaca di Genova e non voglio partecipare”. Poi, premette. “Lo dico fin da subito, se ci saranno le primarie non mi esprimerò per nessun candidato, perché tutti i partiti del campo progressista sostengono la mia esperienza amministrativa a Genova e credo che qualunque cosa si dica in fase di campagna elettorale delle primarie sia qualcosa di divisivo che la destra userà contro il campo progressista durante la campagna elettorale nazionale. Sono tutti elementi negativi dai quali dovremmo stare molto alla larga”.

Per quanto riguarda l’individuazione del prossimo leader del centrosinistra, “come sapete bene ci sono due livelli di discussione – spiega Salis -, ci può essere una discussione interna, cioè i leader di partito tra di loro decidono chi è la persona più indicata per guidare la coalizione, che non è detto che sia un leader di partito, ma che potrebbe esserlo. E poi c’è invece la discussione dopo il voto, cioè una coalizione che però scrive un programma chiaro, lo presenta alla nazione, ogni partito prende i voti e poi dalla somma di questi voti si capirà chi deve esprimere la leadership. Comunque sono discussioni che vanno fatte senza generare divisione all’interno del campo progressista, almeno questa è la mia idea da elettrice di sinistra”.

 

 

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di Luca Maurelli - 24 Marzo 2026