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Napoli, 14enne accoltellato nei bagni della scuola

Ancora sangue in classe

Napoli, la trappola nei bagni della scuola e poi i fendenti: 14enne accoltellato in un istituto di Scampia. Denunciati due minori

Cronaca - di Greta Paolucci - 31 Marzo 2026 alle 08:49

L’ultima pugnalata inferta al cuore pulsante della scuola arriva da Napoli, dove un 14enne è stato accoltellato nel bagno dell’istituto che frequenta nel quartiere Scampia a Napoli: denunciati un 17enne e, per favoreggiamento, un 15enne. Non è escluso che il 14enne fosse vittima di bullismo. I carabinieri della Stazione di Scampia sono intervenuti intorno alle 17 di ieri presso l’istituto scolastico “Pontano delle Arti e dei Mestieri” in Viale della Resistenza per la segnalazione da parte della dirigente scolastica di un ragazzo ferito da arma bianca all’altezza della gamba.

Dagli accertamenti – non semplici visto lo stato d’ansia e di paura che la vittima stava vivendo – effettuati grazie al prezioso contributo della dirigente scolastica, i carabinieri hanno ricostruito la vicenda.

Choc a Napoli, 14enne accoltellato nel bagno della scuola da due coetanei

Prima di darne conto, però, entrando nel merito di questo ultimo, ennesimo caso, non possiamo non soffermarci a riflettere su un fenomeno in angosciante escalation. Sui fendenti a pioggia che piovono con inquietante ricorrenza tra i banchi. E su una scuola ferita a colpi di lama dove sono tutti sotto minaccia e dove non si salva nessuno, tra professori sotto attacco e coetanei sotto scacco. Una istituzione fondante si confronta da anni con un fenomeno che le statistiche ministeriali documentano con crescente precisione: quello delle aggressioni fisiche al personale docente, perpetrate da studenti minorenni e, in una quota crescente e sempre più significativa di casi, di accoltellamenti tra compagni. Ed è tutti contro tutti.

Non solo la prof accoltellata dal 13enne…

L’episodio registrato a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove uno studente ha ferito un’insegnante con un’arma da taglio nei pressi dell’istituto, non rappresenta un fatto isolato: ma l’anello più recente di una catena che allunga spaventosamente i suoi anelli di sangue. E l’agghiacciante peculiarità degli ultimi episodi riguarda non solo la gravità delle lesioni inferte, ma la premeditazione con cui i giovani aggressori portano armi all’interno o nei pressi degli edifici scolastici. Solo ieri l’ultimo: a Napoli, nei bagni di una scuola superiore dove, ancora una volta, è spuntato un coltello.

Questa volta il teatro della barbarie è Scampia, periferia ferita di una Napoli che fatica a scrollarsi di dosso l’ombra della prevaricazione. E dove un ragazzino di soli 14 anni è finito nel mirino di un “branco” in miniatura, attirato in una trappola e ferito a colpi di lama.

Sfida alle istituzioni, ma è tutti contro tutti

Non è solo un fatto di cronaca nera, ma l’ennesimo campanello d’allarme su una deriva sociale che vede i giovanissimi impugnare armi con la stessa spavalderia dei criminali incalliti. La trappola è ordita: un 17enne in compagnia di altri ragazzi avrebbe con una scusa fatto andare il 14enne nei bagni della scuola. Lí il ragazzo più grande avrebbe tirato fuori un coltello mimando più volte di colpire il 14enne per poi colpirlo davvero alla gamba. A quel punto ci sarebbe stato un fuggi fuggi generale.

I militari della stazione di Scampia hanno perquisito l’abitazione del 17enne dove hanno trovato un coltello a serramanico che era nascosto tra la biancheria intima del ragazzo in un comodino della sua stanza da letto. Il coltello non pareva compatibile con la ferita. Ulteriori accertamenti hanno permesso di comprendere come l’arma usata per il ferimento fosse stata nascosta nei pressi degli uffici dell’8ª municipalità del comune di Napoli da un amico del 17enne e che di anni ne ha 15.

Napoli, 14enne accoltellato nei bagni di una scuola di Scampia: la vicenda

Andati sul posto, i carabinieri hanno trovato e sequestrato il coltello verosimilmente utilizzato per ferire il 14enne. L’arma – un coltello a farfalla ancora intriso di sangue – era in un canale di scolo coperto a sua volta da un listello in legno. Il 17enne è stato denunciato per lesioni personali e porto abusivo di arma. Il 15enne è stato denunciato per favoreggiamento. Smartphone sequestrati. I carabinieri, sotto il coordinamento della procura per i minorenni di Napoli che ha seguito passo passo l’evolversi della vicenda, sono ora impegnati per capire se in passato ci siano stati atti di bullismo.

Ma non si tratta più di singoli episodi che si affastellano

E nel frattempo, l’episodio di Scampia non può essere archiviato come una semplice lite tra adolescenti finita male. Il ritrovamento del coltello a farfalla, ancora sporco di sangue e nascosto con cura quasi professionale, rivela una lucidità criminale che spaventa. Il coinvolgimento di un complice di 15 anni nel tentativo di occultare l’arma evidenzia inoltre l’esistenza di un codice di omertà e solidarietà negativa che permea ancora troppo profondamente le nuove generazioni. L’intervento tempestivo dell’Arma dei Carabinieri e la preziosa collaborazione della dirigente scolastica sono segnali positivi di uno Stato che c’è e non si volta dall’altra parte.

L’urgenza di “disarmare” le menti dei violenti

Ma la denuncia per lesioni e favoreggiamento resta solo l’ultimo atto di una operazione composita che, a difesa incessante di un presidio culturale e sociale imprescindibile, evidenzia ogni giorno di più l’emergenza. E la necessità di disarmare le menti dei giovani violenti e vincere la sfida, che coinvolge un Paese intero, di trasformare le scuole in vere fortezze di legalità. In luoghi in cui nessun quattordicenne debba più avere paura di varcare la soglia di un bagno.

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di Greta Paolucci - 31 Marzo 2026