Minuto di silenzio alla Camera
Femminicidio di Messina, parla il fratello di Daniela Zinnanti: “Sapevano che poteva ucciderla, perché i giudici l’hanno liberato?”
FdI chiede che si faccia chiarezza sul fatto che l'assassino non avesse più l'obbligo del braccialetto elettronico
“Quello di mia sorella è un femmincidio annunciato...”. Così Roberto Zinnanti, fratello di Daniela Zinnanti, la donna messinese di 50 anni uccisa nel suo appartamento dal suo ex compagno, arrestato per omicidio. “Lo dicevamo da tempo a Daniela di lasciarlo – dice – anche i miei fratelli glielo dicevano. Era violento. Dopo l’ennesima denuncia, e dopo che l’aveva mandata all’ospedale con sette costole rotte, finalmente aveva deciso di chiudere. Ma lui non si dava per vinto. E ora l’ha uccisa”, dice. Alla Camera un minuto di silenzio all’inizio dei lavori. Mentre Fratelli d’Italia chiede che si faccia chiarezza sull’accaduto e sul perché l’uomo, per disposizione dei giudici, non avesse più l’obbligo del braccialetto elettronico.
Le reazioni politiche, FdI: “Si faccia chiarezza”
Un minuto di silenzio è stato osservato dall’Aula della Camera in ricordo “di Daniela Zinnanti e di tutte le vittime di femminicidio”, come chiesto dalla deputata M5s, Gilda Sportiello. Alla richiesta si è associata poi la deputata FdI Carolina Varchi che ha chiesto “di andare fino in fondo per verificare cosa non abbia funzionato perché si sia arrivati a una morte che era da evitare“. Michela Di Biase, deputata del Pd, unendosi alla richiesta ha sottolineato la necessità di un “monitoraggio sulle misure restrittive” e ha ricordato la legge sul femminicidio, “una norma che da sola non è sufficiente davanti a quello che accade” e ha ribadito “non basta continuare a immaginare solo misure punitive che arrivano quando il reato è compiuto. A un attento monitoraggio delle leggi bisogna fare seguire attenzione a questi temi nelle scuole“. Parole, quelle dell’esponente dem, che provocano la reazione di Laura Ravetto, deputata della Lega: “Spiace vedere che in questa Aula si utilizzino vicende come questa per polemizzare. Questo Parlamento e questo governo sono assolutamente in prima linea per la salvaguardia della donna. L’omicida era sottoposto a braccialetto elettronico e ai domiciliari. Non è tanto una questione di legge ma della loro applicazione”.
Il legale: “Non chiederemo la perizia psichiatrica”
Il legale di Santino Bonfiglio, l’avvocato Oleg Traclò, non chiederà, al momento, la perizia psichiatrica per l’assassino reo confesso del femminicidio di Daniela Zinnanti di 50. L’uomo ha raccontato agli inquirenti di avere litigato con la donna che non voleva tornare con lui e che al culmine di una lite l’avrebbe accoltellata.
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