CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Famiglia del bosco, Marsilio: “Ripartire dall’affidamento al padre è l’idea più ragionevole”

Il governatore segue il caso

Famiglia del bosco, Marsilio: “Ripartire dall’affidamento al padre è l’idea più ragionevole”

Il Presidente dell'Abruzzo segue la vicenda dei Trevaillon anche attraverso il Garante dei minori della Regione. Intanto in un post indignato, Terragni annuncia: "Si valuta lo stop anche alle video chiamate con la madre"

Politica - di Eva De Alessandri - 18 Marzo 2026 alle 14:19

Marco Marsilio, da Presidente della Regione Abruzzo, ha seguito da vicino il caso della famiglia del bosco, e sta lavorando seppur come lui stesso sottolinea in una intervista a La Verità «in maniera discreta con l’aiuto della garante dei minori della Regione, che è andata molte volte a trovare i bambini e cerca di relazionarsi con tutte le parti». E a questo punto secondo il governatore ripartire dall’affidamento al padre «In questo momento sembra l’idea più ragionevole. Anche perché nelle relazioni che fanno il Tribunale, l’assistente sociale e così via la figura del padre viene descritta in una maniera diversa e più positiva rispetto al giudizio tranchant che c’è sulla madre. Cosa che nelle ultime settimane ha fatto acuire il conflitto».

Garante regionale al lavoro per superare l’impasse

Ad ogni modo «La garante regionale sta facendo un lavoro non facile di dialogo, di cucitura in maniera molto pragmatica, anche perché in certi casi prendere di petto la questione magari produce l’effetto contrario, e noi abbiamo a cuore l’obiettivo di riunire questa famiglia». E dunque «In maniera pragmatica cerchiamo di far dialogare le parti e di ricostruire un clima di fiducia reciproca che possa permettere di superare l’impasse».

Madre non esclusa e ultima parola al padre

Sul rischio di dividere la famiglia Marsilio fuga i dubbi: «La madre non verrebbe esclusa, diciamo che in una prima fase il padre si assumerebbe la responsabilità di avere l’ultima parola. Sarebbe lui a decidere e garantire che si faccia il percorso condiviso dal punto di vista dell’istruzione, sul piano sanitario (pediatra, vaccinazioni eccetera) e riguardo la casa (requisiti minimi di salubrità, igiene, sicurezza). Queste sono fondamentalmente le questioni su cui ci si è incagliati e su queste abbiamo lavorato. Anche per far comprendere a questa famiglia che alcuni requisiti devono esserci».

Turbato da una storia che mette a rischio la serenità e il benessere dei bambini

Per quanto lo riguarda: «Sono rimasto, come tanti, profondamente turbato da questa storia. Temo che ci sia stato qualche irrigidimento di troppo, da una parte e dall’altra. Ho capito che ci sono state da parte della famiglia alcune incomprensioni, che loro hanno giustificato anche con la difficoltà linguistica e culturale. E questo ha prodotto uno speculare irrigidimento da parte dell’altro fronte: assistenza sociale, tribunale e così via. Si è agito un po’ con l’accetta, questo temo che stia andando a detrimento della serenità e del benessere dei bambini».

A rischio le videochiamate tra mamma e figli

Intanto mentre quattro ispettori del ministero della Giustizia sono arrivati sul posto e da ieri hanno avviato il loro lavoro al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, così come richiesto dal Guardasigilli Carlo Nordio, potrebbero essere in arrivo nuove misure nei confronti della mamma, Catherine Birmingham, destinati a far ancora discutere. A darne notizia suoi suoi social, attraverso un post che sa di indignazione, è il Garante per l’Infanzia e i diritti dei Minori, Marina Terragni, che scrive: “Ora si valuta lo stop anche alle video chiamate della madre ai bambini Trevaillon. Li innervosirebbero”.

Prima l’allontanamento, ora il ‘problema’ chiamate

Quindi dopo l’allontanamento della donna deciso dal tribunale perchè «La persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori», anche le video chiamate, unisco strumento che restava, sembra essere a rischio per quanto scrive la psicologa della casa famiglia: «Si evince che i bambini si stanno adeguatamente adattando alla nuova situazione per l’assenza della madre, affermando le loro risorse psichiche e le capacità di base e che attualmente le stanno sperimentando liberamente con gli altri minori e con l’intera équipe educativa. Si denotano criticità durante le videochiamate e/o telefonate con la figura materna che richiedono una sorveglianza e un successivo lavoro contenitivo e rassicurante, anche con la presenza e l’aiuto della figura paterna».

Voleva un abbraccio: l’esempio portato dalla psicologa

E c’è anche un caso portato a esempio, ad “avvalorare” questa tesi: «Rientrando in camera, dopo circa 15 minuti, mentre le sorelle già dormivano e l’educatrice era a salutare le ragazze più grandi» il bambino «era tutto bagnato dalla testa ai piedi ed erano bagnate anche la trapunta e le lenzuola del letto ma non di urine bensì di acqua. Si è riaddormentato con l’educatrice dopo aver cambiato il letto e il pigiamino ed ha richiesto di essere abbracciato in silenzio…». Così aggiunge Terragni, quasi naturalmente: «Certo che se i bambini vedono la madre per telefono e non possono abbracciarla, toccarla, annusarla, per forza di cose si agitano. Si chiama legame madre-figlio».

Manifestazione e corteo a Pescara il 18 aprile

Intanto anche le associazioni si mobilitano e scendono in piazza. Tra un mese esatto, dunque sabato 18 aprile a Pescara, si terrà una manifestazione e corteo per il caso della famiglia del bosco. Il titolo dell’iniziativa ‘Dal bosco al sottobosco. Oltre il caso mediatico, la voce delle vittime del sistema degli affidi’. La manifestazione, a difesa dei 3 bambini minorenni allontanati dalla coppia anglo-australiana, che viveva in un casolare nel bosco di Palmoli (Chieti), è organizzata da ‘Sos bambini Italia’ e 9Mq.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Eva De Alessandri - 18 Marzo 2026