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Scritte contro Meloni e linciaggio di Pucci, Antonio Giordano denuncia: “Sinistri, se sdoganate l’odio poi non fate gli stupiti”
“I troppi “ma”, le ambiguità e i silenzi nella condanna dell’odio finiscono per legittimare derive pericolose, che poi qualcuno traduce in scritte sui muri e in campagne di boicottaggio”
Un clima di odio che dalle parole passa ai fatti, dalle ambiguità politiche alle intimidazioni concrete. È questo il messaggio centrale della denuncia video pubblicata sui social da Antonio Giordano, deputato di Fratelli d’Italia e segretario generale dell’Ecr party, che nelle immagini racconta quanto visto personalmente nella notte a Roma e dice: «CARI SINISTRI, SE SDOGANATE L’ODIO, POI NON FATE GLI STUPITI».
Scritte contro Meloni a pochi metri dal Palazzo di Giustizia
Nel video, diffuso su X, Giordano mostra e descrive alcune scritte apparse a pochi metri dal Palazzo di Giustizia, rivolte contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Slogan che « richiamano in modo improprio e caricaturale un immaginario pseudo-brigatista», giudicato dal deputato “folle e inaccettabile”. Non semplici vandalismi, ma segnali di un’escalation che, sottolinea, non può essere sottovalutata ma che «qualcuno continua a minimizzare».
Il caso Pucci e il linciaggio social
La denuncia si allarga poi a un altro episodio avvenuto nelle stesse ore: il linciaggio social contro il comico Andrea Pucci. Giordano ricorda come l’ondata di attacchi online abbia raggiunto «un livello tale da mettere paura per la sua incolumità e per quella della sua famiglia, fino a spingerlo a rinunciare alla partecipazione a Sanremo».
«I troppi “ma”, le ambiguità e i silenzi nella condanna dell’odio finiscono per legittimare derive pericolose, che poi qualcuno traduce in scritte sui muri e in campagne di boicottaggio. Per questo andrò a vedere Pucci in teatro ogni volta che potrò e, quando sarà in televisione, mi fermerò a guardare anche la pubblicità fino all’ultimo secondo: un gesto di sostegno contro il boicottaggio morale», prosegue il deputato.
“Le parole hanno conseguenze”
«Le parole hanno conseguenze», ribadisce Giordano, invitando la sinistra a un cambio di tono e di responsabilità. Un appello che non è solo politico, ma civile: il linguaggio pubblico, avverte, non resta astratto, ma può trasformarsi “in atti concreti nella testa di persone poco lucide”.
L’appello di Giordano
«Non è possibile che in questo Paese si debba rinunciare a un’opportunità artistica o professionale per colpa dell’odio e dell’intimidazione. Pucci, rimani. Resisti». Un monito che, attraverso le immagini e le parole del video, riporta al centro una questione più ampia: il confine, sempre più fragile, tra scontro politico e violenza simbolica.