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Lo spirito olimpico s’infrange sulle Alpi francesi: scontro aperto nel Comitato per i Giochi invernali 2030 e l’Ad si dimette

Un'avventura partita male

Lo spirito olimpico s’infrange sulle Alpi francesi: scontro aperto nel Comitato per i Giochi invernali 2030 e l’Ad si dimette

Il passo indietro di Cyril Linette è stato dettato da un conflitto con il presidente del Cojop ed è il quarto di vertice in due mesi. Scatta l'allarme per l'organizzazione e si allontana la prospettiva di un riscatto dopo i flop di Parigi

Cronaca - di Luciana Delli Colli - 25 Febbraio 2026 alle 13:07

Non parte sotto i migliori auspici l’avventura delle Olimpiadi 2030 Alpi francesi. All’indomani del passaggio di testimone tra la sfavillante edizione italiana e la prossima edizione francese, il Comitato organizzatore d’Oltralpe (Cojop) si ritrova ancora preda di faide politiche e dimissioni, che ora ne coinvolgono il vertice: l’amministratore delegato del Cojop, Cyril Linette, ha annunciato ufficialmente il passo indietro, dopo essere stato coinvolto per diverse settimane in un conflitto con il presidente dello stesso comitato, Edgar Grospiron.

Si dimette l’Ad del Comitato per le Olimpiadi 2030 nelle Alpi francesi

«Durante la riunione del consiglio direttivo tenutasi domenica 22 febbraio 2026 a Milano, Cojop e gli stakeholder (il governo, i Comitati Olimpico e Paralimpico e le due regioni ospitanti, Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Alvernia-Rodano-Alpi, ndr) hanno preso atto delle dimissioni dell’amministratore delegato di Cojop, Cyril Linette», ha annunciato il Comitato in una dichiarazione rilasciata pochi minuti prima di un’audizione della commissione del Senato con Edgar Grospiron e il delegato interministeriale per i Giochi Olimpici e Paralimpici, Pierre-Antoine Molina, incentrata sulla crisi di governance all’interno dell’organizzazione.

Una lunga serie di passi indietro

Le dimissioni dell’Ad arrivano dopo quelle di tre dirigenti senior in due mesi: la direttrice operativa, Anne Murac; il direttore della comunicazione, Arthur Richer; il presidente del comitato remunerazioni, Bertrand Méheut, ex presidente del Gruppo Canal+. Nelle ultime settimane si è aperta una nuova fase, con la crisi tra Edgar Grospiron e il suo Ceo, Cyril Linette, che ricopre la carica dall’aprile 2005 ed è stato scelto dallo stesso campione olimpico. L’11 febbraio, i principali stakeholder del Cojop 2030 hanno riconosciuto gli «insormontabili disaccordi» tra i due, aprendo la strada all’imminente partenza di Linette.

Commentando le dimissioni di Linette, il Comitato ha spiegato che la decisione «riflette il desiderio collettivo di dare al Comitato Organizzatore di Parigi 2024 un nuovo impulso attraverso una governance rinnovata, in un momento in cui, con le basi gettate, sta iniziando una nuova fase chiave della realizzazione operativa del progetto». «La priorità collettiva rimane la continuazione del lavoro svolto al servizio del progetto», ha sottolineato il Cojop.

Scontri e faide politiche: un’avventura iniziata male

Fin dalla sua nascita, il Comitato francese ha dovuto affrontare lotte di potere politico e tensioni con alcuni stakeholder regionali che non gradiscono il desiderio di alcuni funzionari parigini di trasferire l’esperienza di Parigi 2024 nelle loro regioni montane. Ma nel frattempo, il tempo stringe: poco prima dell’apertura dei Giochi Olimpici del 2026, Pierre-Olivier Beckers, funzionario del Cio che supervisiona i preparativi per i Giochi Alpi 2030, ha invitato gli organizzatori ad «accelerare» perché «a soli quattro anni dalla fine, diverse decisioni chiave restano in sospeso».

Una strada ancora più in salita dopo il successo di Milano-Cortina

E ora che i Giochi Olimpici Milano-Cortina si sono conclusi, con un riconoscimento universale del successo italiano, per i francesi la faccenda si fa ancora più scivolosa: non solo devono superare le criticità che stanno riscontrando dal punto di vista organizzativo, ma devono misurarsi con un precedente che ha alzato notevolmente l’asticella delle aspettative, rendendo ancora più complicato trasformare le Olimpiadi alpine in un’occasione di riscatto rispetto a quelle di Parigi.

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di Luciana Delli Colli - 25 Febbraio 2026