CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Da idolo della sinistra a “indegna”: la parabola antisemita di Francesca Albanese e la scomunica di Macron

Dopo le frasi choc

Da idolo della sinistra a “indegna”: la parabola antisemita di Francesca Albanese e la scomunica di Macron

L'ultima perla a Doha segna la fine dell'idolo pro-Pal: ecco perché la "Signora di Hamas" è ormai isolata

Esteri - di Sara Kelany - 13 Febbraio 2026 alle 09:13

L’Italia segna un altro primato, stavolta in negativo, quello di aver dato i natali alla principale sponsor di Hamas nel mondo: la rapporteur dell’ONU Francesca Albanese, che tra un convegno ed una presentazione, tra una dichiarazione ed un’ospitata tv, tra una cittadinanza onoraria e un’osanna dei pro pal, sta dando sfogo ad ogni più basso istinto antisemita. Una donna che è diventata per un periodo l’idolo delle sinistre nostrane, cantrice della teoria del genocidio e del complotto sionista, eretta ad ideologa da tutti coloro che hanno approfittato miserevolmente del conflitto israelo palestinese per criticare il governo Meloni. Governo che, tacciato da sinistra di complicità in genocidio, ha invece usato misura ed equilibrio anche in questo frangente, aiutando la popolazione palestinese, condannando con tretragona fermezza il pogrom del 7 ottobre e sostenendo in ogni consesso internazionale il diritto di Israele di esistere e di essere un luogo sicuro e libero dal terrorismo.

La Signora di Hamas scomunicata da Macron

Tuttavia nel tempo, le intemerate della Signora di Hamas si sono fatte via via più scellerate e condite da deliri palesemente antisemiti, tanto da imbarazzare persino una certa parte della sinistra, che avrebbe avuto piacere di continuare ad usarla ancora un po’ in chiave anti Meloni. Ma la tracotanza della rapporteur ha esondato e le affermazioni inaccettabili su Hamas come movimento di resistenza e sulla poca lucidità delle Segre hanno rotto il giocattolo della gauche italiana, che si è trovata costretta a prendere timidamente le distanze anche dalla sua ultima figurina da campagna elettorale. Ma la novità oggi arriva da uno dei governi che più di tutti si è speso per la Palestina e che più di tutti si è ritagliato a livello internazionale il ruolo di contestatore dell’asse Trump Netaniahu: il governo francese del democraticissimo Macron, che ne ha chiesto, aderendo alle posizioni statunitensi, le dimissioni dal ruolo internazionale per indegnità, a causa del suo ormai evidente antisemitismo.

Il delirio della Albanese e l’ultima perla di Doha

La Albanese ha infatti preso parte ad un imbarazzante convegno organizzato a Doha, dall’emittente Al Jazeera, emittente maestra di “disinformazia” in chiave mediorientale. In quel contesto, già nei per sé vergognoso per la presenza di Meshal, capo di Hamas e di Araghchi, ministro egli esteri iraniano, la Albanbese ha definito Israele un “nemico comune dell’umanità”.

Un delirio che fa emergere nitidamente la posizione di questa donna, che lunghi dal portare avanti istanze della popolazione civile palestinese e i diritti umani, ritiene Israele un nemico da abbattere. Quest’ultima perla le è valsa dunque la scomunica anche dello stato occidentale che avrebbe potuto essere la sua ultima spiaggia. Perché il troppo storpia. Stia tuttavia tranquilla la Signora Albanese e non si senta troppo sola, perché a difendere questa eccellenza d’Italia ci sarà sempre un deputato a 5 stelle, un marinaretto flottigliante pro pal o un antagonista di Askatasuna pronto a prendere le sue difese, al grido orrido di Palestina libera dal fiume al mare.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Sara Kelany - 13 Febbraio 2026