Aveva 78 anni
Addio a Maria Rita Parsi: una donna libera e intelligente che difese sempre la sacralità dell’infanzia
Il suo impegno per i bambini ha conosciuto un grande consenso popolare e politico. Lascia un grande vuoto
E’ morta a 78 anni a Roma Maria Rita Parsi, una delle più importanti e famose psicologhe italiane. Era malata da tempo ma continuava a lavorare e ad apparire in televisione. Con lei scompare una delle voci più libere del nostro Paese.
Un impegno straordinario per l’infanzia
Nata a Roma il 5 agosto 1947, Maria Rita Parsi ha dedicato l’intera esistenza allo studio e alla difesa dei diritti dei bambini. Dopo una lunga carriera come docente, psicopedagogista e psicoterapeuta, nel 1986 si cimentò anche nella sceneggiatura televisiva, collaborando alla serie “Professione vacanze”, il cui protagonista, Jerry Calà, era stato in precedenza suo paziente. Tuttavia, è nella psicoanimazione – metodologia da lei elaborata e applicata in ambito psicologico, pedagogico e terapeutico – che Maria Rita Prasi ha lasciato un segno indelebile. Fondatrice della Scuola Italiana di Psicoanimazione (Sipa), ha promosso un approccio umanistico per lo sviluppo del potenziale umano, trasformando concetti teorici in strumenti concreti di aiuto e crescita. Nel 1992 fondò l’Associazione Onlus “Movimento per, con e dei bambini”, che dal 2005 è diventata la Fondazione Movimento Bambino Onlus.
I libri di successo
Collaboratrice abituale di testate come Il Messaggero, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione, Oggi, Donna Moderna, Starbene e Riza Psicosomatica, ha saputo coniugare rigore scientifico e chiarezza divulgativa, facendo della scrittura un mezzo per sensibilizzare un pubblico ampio e diversificato. Era ospite fissa di diversi programmi Rai.
I suoi libri raggiunsero un grande successo. Tra i suoi libri di psicologia spiccano titoli come Animazione in borgata (Savelli, 1976), Lo scarico (Savelli, 1978; tradotto in tedesco, Rowohlt, 1979), I quaderni delle bambine (Arnoldo Mondadori, 1990), Le mani sui bambini (Mondadori, 1998), SOS Pedofilia. Parole per uccidere l’orco (Baldini & Castoldi, 2000), Maladolescenza. Quello che i figli non dicono (Piemme, 2014) e Manifesto contro il potere distruttivo (Chiarelettere, 2019). Non mancano testi dedicati alla formazione e alla crescita personale come Manuale di psicologia e psicoterapia umanistica (Franco Angeli, 2006) e Coaching creativo (Franco Angeli, 2006), Generazione H(Piemme). Era sempre curiosa del lavoro dei colleghi al punto di avere assunto la direzione della casa editrice Curcio per la sezione psicologia. Era rimasta affascinata dal libro Turchese non meno di sette di Giuseppe Femia.
Una donna libera e stimata
Dichiaratamente di sinistra, la Parsi era molto stimata in tutti gli ambienti culturali, anche di centrodestra, per la sua apertura mentale e la sua libertà. Di recente aveva elogiato il governo per il decreto Caivano e non a caso, da Deborah Bergamini ad Armando Siri fino ad Alfredo Antoniozzi, unanime è stato il coro di cordoglio per la sua scomparsa.