La tragedia
Anguillara, impiccati per la vergogna: nel biglietto dei genitori di Claudio Carlomagno le accuse per la gogna social
‘Non ci sono parole. Avevo venduto loro la villetta, trent’anni fa: Claudio Carlomagno era un tipo schivo, mentre Pasquale era sempre stato una persona onesta, pure troppo buona nella vita. Non era capace di dire di no, a chiunque, era sempre disponibile”. Lo racconta un vicino di casa della famiglia Carlomagno, dove nella loro casa di Anguillara Sabazia sono stati ritrovati morti Pasquale Carlomagno e la moglie, Maria Messenio, impiccati, forse suicidi. La donna, racconta ancora il vicino, ”era difficile vederla, era una poliziotta in un commissariato ai Parioli, “15 anni fa, e poi assessore, era raro incontrarla”. ”L’ultima volta che ho visto Pasquale era il 20 dicembre, ci siamo incontrati al bar e ci siamo scambiati gli auguri di Natale. In questi giorni non ho avuto il coraggio neanche di scrivergli un messaggio: ho provato a passare in questi giorni per cercare di vederlo, per qualche parola di conforto, ma non l’ho mai incontrato. Lui complice del figlio? Non ci credo minimamente”.
Il suicidio dei genitori di Claudio Carlomagno e il biglietto lasciato al figlio minore
I genitori del femminicida hanno compiuto il gesto estremo nella loro villetta in via Tevere 25, alle porte d Anguillara Sabazia, non lontano dalla casa del figlio Claudio e della moglie Federica Torzullo, uccisa e nascosta nell’azienda di famiglia. Nel biglietto d’addio, lasciato a casa del figlio minore, ci sarebbe anche uno sfogo contro la gogna mediatica alla quale sono stati sottoposti in questi ultimi giorni e forse ai sospetti sul padre di Claudio di averlo aiutato nel disfarsi del corpo della nuora.