CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Processo a Marine Le Pen, la possibile assoluzione potrebbe liberarla dall’ineleggibilità alla prossime elezioni

Lo scenario

Processo a Marine Le Pen, la possibile assoluzione potrebbe liberarla dall’ineleggibilità alla prossime elezioni

Esteri - di Gabriele Caramelli - 14 Gennaio 2026 alle 14:23

Il processo d’appello a Marine Le Pen nel caso degli assistenti parlamentari europei, che si è aperto martedì, potrebbe essere uno dei principali eventi giudiziari del 2026. Il 31 marzo 2025, la leader del Rassemblement national era stata condannata a cinque anni di ineleggibilità, con verdetto che le chiudeva le porte alle elezioni presidenziali del 2027. Ma l’eventuale revoca della sanzione rappresenta la grande posta in gioco delle udienze che proseguiranno fino al 12 febbraio 2026. Inizialmente, la deputata 57enne era stata condannata in primo grado per “appropriazione indebita di fondi pubblici” e “complicità in appropriazione indebita di fondi pubblici”.

Da una parte, le veniva rimproverato di aver fatto retribuire dal Parlamento europeo, dove ha ricoperto un mandato dal 2004 al 2017, quattro assistenti parlamentari che in realtà avrebbero lavorato per conto del suo partito, il Front national ( diventato Rassemblement national nel 2018 ndr) e di cui è stata presidente dal 2011 al 2021. Dall’altro lato, invece, la sentenza di primo grado credeva che Le Pen fosse stata al centro di un “sistema” volto a far beneficiare il suo partito dei fondi versati dall’Europa agli assistenti parlamentari degli eurodeputati del Rassemblement, per un danno stimato dal tribunale in circa 4,4 milioni di euro. Dunque, Marine è stata condannata a quattro anni di reclusione, di cui due effettivi con possibilità di libertà vigilata con braccialetto elettronico, a 100mila Euro di multa e a cinque anni di ineleggibilità con esecuzione immediata.

Processo a Marine Le Pen: possibilità di una revoca della sanzione alla leader del Rn

«Una condanna che impedisca a Le Pen di presentarsi alle presidenziali del 2027 sarebbe profondamente inquietante per la democrazia», ha affermato il giovane volto del partito di destra francese, Jordan Bardella, evidenziando che “la democrazia prevede la libera scelta degli elettori, senza impedimenti e atti di slealtà”. Poi ha ribadito il suo totale sostegno e amicizia per Marine Le Pen, che è stata comunque autorizzata a mantenere il suo ruolo di deputata.

La “lady di ferro” francese, che si è candidata all’Eliseo alle ultime tre elezioni, nel 2012, 2017 e 2022, aveva spiegato da tempo di avere solo una «lieve speranza» di riuscire a partecipare. Tra l’altro, nei giorni scorsi aveva anche aggiunto che «Jordan Bardella può vincere al mio posto». Nonostante ciò, secondo le convinzioni dei funzionari del Rassemblement national, la leader «è combattiva e determinata a combattere per dimostrare la sua innocenza e poter rappresentare i francesi alle elezioni».

«Non sento di aver commesso alcun reato»

Nella prima udienza, Marine Le Pen ha spiegato chiaramente il suo punto di vista sulla causa in corso: «Non sento di aver commesso il minimo reato quando nel 2004, nel 2009 e nel 2014 abbiamo assunto i nostri assistenti. Se proprio qualcosa è stato commesso è il Parlamento europeo che non ha svolto il ruolo di sorveglianza che avrebbe dovuto avere». Peraltro, l’istituzione europea «era nel complesso al corrente degli elementi di questi contratti. Non abbiamo nascosto nulla». Nel migliore dei casi, l’imputata potrebbe ottenere un’assoluzione pura e semplice, che la libererebbe dalla pena dell’ineleggibilità, oppure una pena di ineleggibilità confermata, ma abbreviata in modo tale da terminare prima delle elezioni (previste per aprile-maggio 2027). Inoltre, se la corte d’appello confermasse la sentenza di ineleggibilità, la leader del Rn avrebbe ancora un’ultima possibilità: ricorrere in Cassazione per cercare di ribaltare la decisione.

I tempi del procedimento sono determinanti: attualmente, la pena di ineleggibilità pronunciata in primo grado preclude a Le Pen la possibilità di candidarsi alle presidenziali del 2027, visto che i giudici l’hanno accompagnata da un’esecuzione provvisoria. Di conseguenza, presentando ricorso in appello, Marine ha ricevuto un nuovo processo, ma non la sospensione della pena fino alla nuova decisione giudiziaria.

 

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Gabriele Caramelli - 14 Gennaio 2026