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Polemica montata ad arte dalla sinistra: meglio parlare dell’Angelo somigliante a Meloni che dei bravi ragazzi di Askatasuna

Paradossi mediatici

Polemica montata ad arte dalla sinistra: meglio parlare dell’Angelo somigliante a Meloni che dei bravi ragazzi di Askatasuna

Politica - di Valter Delle Donne - 31 Gennaio 2026 alle 19:07

Ci voleva il volto di un angelo biondo in un affresco realizzato oltre vent’anni fa (non propriamente un’opera del Caravaggio) restaurato in una basilica del centro di Roma per ringalluzzire e ricompattare quel che resta del campo largo. “Assomiglia alla premier Meloni”, “Anzi, no è proprio lei”. Gridano al regime, in un “delirio mistico” come hanno commentato da Fratelli d’Italia.

C’è da capirli, quelli di Pd, M5s e Avs che si sono affrettati a lanciare l’allarme democratico. Avrebbero avuto una giornata complicata e imbarazzante da commentare. Sul fronte dell’economia hanno dovuto ingoiare il rospo dell’ennesimo successo del governo, dopo il rating lusinghiero certificato da Standard and Poor’s.

Sul fronte della cronaca avrebbero dovuto giustificare le violenze di quei bravi ragazzi di Askatasuna. Magari spiegando agli abitanti di Torino perché hanno dovuto subire un altro sabato di terrore e di disordini e, con l’occasione, pronunciare almeno una frasetta di solidarietà alle forze dell’ordine, facendo capire una volta per tutte da che parte stanno Bonelli, Schlein, Fratoianni e Conte: se con chi occupa e devasta o con chi difende la legalità.  

In effetti, c’è da capirli. Tra gli Angeli di Roma e i Demoni di Torino hanno scelto il male minore. Meglio attaccarsi al gioco delle somiglianze del cherubino biondo. Decisamente più comodo per la sinistra italiana annunciare la caccia alle streghe, anzi all’angelo, per un affresco che assomiglia alla Meloni.

Meglio accanirsi contro il signor Bruno, 83 anni, restauratore dilettante e sagrestano della basilica di San Lorenzo Lucina, già etichettato da alcuni media come un pericoloso estremista di destra. Come è immaginabile, la premier ha commentato con il peso che meritava la polemica. “No, decisamente non somiglio a un angelo”, ha scritto sui Social postando la foto in questione.

Una polemica che non meriterebbe molte parole di più. Ma una considerazione ulteriore la merita. Può aiutarci a capire come è facile indirizzare una campagna di stampa in un verso o nell’altro. Appena una settimana fa, per la precisione domenica 24 gennaio, alle 11 di mattina, la stessa chiesa è stata sfiorata da un misterioso attentato incendiario. Un uomo, ripreso dalle telecamere di sicurezza, prima ha dato fuoco al presepe della vicina chiesa di Gesù e Maria, poi ha appiccato un rogo davanti alla basilica di San Lorenzo in Lucina. Solo il provvidenziale intervento dei carabinieri della vicina stazione, ha evitato il peggio. Va ricordato pure che il misterioso piromane è tuttora in circolazione. Un fatto più preoccupante del restauro del signor Bruno. Ma c’è da capirli questi indignati speciali della sinistra: più comodo allarmarsi per l’angelo restaurato da un sagrestano che per certi demoni che circolano nelle nostre città.

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di Valter Delle Donne - 31 Gennaio 2026