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Meloni: “Solo un occidente forte e coeso può affrontare le sfide globali”

Italia, Ue e futuro

Meloni: “Solo un occidente forte e coeso può affrontare le sfide globali”

La premier parla al Foglio in occasione del 30 anni del giornale e sottolinea: è un paradosso che chi fa polemica sugli Stati Uniti e si straccia le vesti sulla presenza di Ice durante le Olimpiadi, chieda poi agli americani di occuparsi della nostra difesa

Politica - di Redazione - 31 Gennaio 2026 alle 09:30

“Ho sempre difeso, nel rapporto con gli Stati Uniti, l’unità dell’occidente. Sono convinta che solo un occidente forte e coeso possa fronteggiare le sfide globali di quest’epoca, e questo vale tanto per gli europei quanto per gli americani” ma alla luce delle recenti polemiche “quando ci lamentiamo del fatto che gli americani vogliono diminuire la loro presenza, e dunque la loro influenza, in Europa, che cosa stiamo dicendo esattamente? Che vogliamo continuare a demandare a loro le nostre responsabilità di nazioni sovrane? E non trova che sia un paradosso che proprio quelli che fanno continuamente polemica sui rapporti con gli Stati Uniti, che si stracciano le vesti per una presenza di esponenti delle forze di sicurezza statunitensi durante le Olimpiadi, come accade sempre in questi eventi con i diversi paesi alleati, poi chiedano agli Stati Uniti di continuare a occuparsi della nostra difesa? Credo che questa confusione sia uno dei nostri principali problemi”. Intervistata dal direttore del Foglio, Claudio Cerasa, in occasione dei 30 anni del giornale, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di difesa dell’Europa, futuro, rapporto con gli Usa, partendo dall’attualità.

Difesa europea: realtà molto diversa da quella che racconta la sinistra

Il grande tema che nel corso del colloquio la premier affronta è quello della difesa europea, che prova ad analizzare guardando al presente e alla storia recente: “ Per lungo tempo l’Europa ha rinunciato a occuparsi della propria sicurezza e si è arrivati addirittura a pensare che non esistesse alcun pericolo esterno dal quale doversi difendere. Non è un caso, infatti, che gran parte della sinistra italiana ed europea sostenga, ancora oggi e nel contesto in cui ci troviamo, che le spese per la sicurezza e per la difesa siano inutili. Purtroppo, la realtà è molto diversa da ciò che vorrebbe la sinistra. Viviamo in un’epoca nella quale l’instabilità e l’incertezza sono diventate la normalità, ed è nostro dovere agire di conseguenza. Sarebbe esiziale, per i nostri popoli e per le nostre democrazie, nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che il problema non esista”.

Governo lavora per colmare divario nella Nato

Poi Giorgia Meloni spiega: “Credo che ci sia un po’ di confusione su che cosa si intenda per esercito europeo. Il sistema di difesa occidentale è costruito sulla sinergia e sull’interazione, nell’ambito dell’Alleanza atlantica, tra le Forze armate delle diverse nazioni che fanno parte della Nato. La realtà politica da cui provengo sostiene da sempre che la Nato debba poggiarsi su due solide colonne: una nordamericana e una europea. Due colonne che siano di pari forza e di pari dignità e che siano in grado di relazionarsi su base paritetica. Siamo ancora molto lontani da questo scenario, e questo governo lavora fin dal suo insediamento per colmare questo divario”.

Su Kiev l’Italia continua a fare la sua parte

Infine “un’Europa in grado di difendersi da sola è un’Europa che può far sentire la propria voce e determinare pienamente il proprio destino. Soprattutto in un tempo nel quale il caos si moltiplica e le certezze che avevamo vengono meno. E l’origine drammatica di questo caos è proprio l’invasione russa dell’Ucraina. In questo quadro, sono convinta che la libertà che viene difesa a Kiev non sia solo la libertà del popolo ucraino, ma anche la nostra. E’ la ragione per cui l’Italia continua a fare la propria parte da ogni punto di vista, non ultimo attraverso la fornitura di sistemi di approvvigionamento energetico per affrontare l’inverno e contrastare il tentativo russo di piegare il popolo ucraino con il buio e il gelo”.

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di Redazione - 31 Gennaio 2026