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Meloni: Impegno del governo per prevenire e combattere la piaga l’antisemitismo

Nel giorno della memoria

Meloni: Impegno del governo per prevenire e combattere la piaga l’antisemitismo

La premier interviene in occasione della giornata dedicata alle vittime della Shoah. Le Istituzioni si ritrovano al Quirinale, insieme al Capo dello Stato per ricordare e per ribadire che quello che è accaduto in passato non ritorni mai più

Senza categoria - di Eva De Alessandri - 27 Gennaio 2026 alle 12:45

«Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah. Da quel momento, tutto è cambiato. La più grande macchina di morte concepita nella storia dell’umanità mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche». Inizia con queste parole il lungo messaggio del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, diffuso in occasione del Giorno della Memoria che si celebra oggi. Sono molte le iniziative in programma nel corso della giornata, che vedono il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Meloni: ricordiamo i nomi delle vittime e rinnoviamo la memoria

«Nel Giorno della Memoria» continua Giorgia Meloni «ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938», sottolinea la premier.

Antisemitismo non ancora sconfitto

«Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale» conclude il capo del Governo.

Evento commemorativo al Quirinale

E per celebrare il 27 gennaio e ricordare le vittime della shoah sono intervenuti in molti nel corso della giornata, a partire dalle più alte cariche dello Stato, che hanno preso parte al tradizionale e centrale appuntamento del Quirinale, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Presenti nella sede del Capo dello Stato anche la senatrice a vita Liliana Segre, Sami Modiano e circa 40 studenti provenienti da tutta Italia, di ritorno dal Viaggio della Memoria nei luoghi simbolo della deportazione e dello sterminio: Auschwitz e Birkenau , il ghetto ebraico di Cracovia , il campo di Fossoli e il Memoriale della Shoah al Binario 21 di Milano.

La Russa: la più grande tragedia del 900

Al Quirinale tra i presenti anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha dichiarato in una nota: «In occasione del Giorno della Memoria rendiamo omaggio alle vittime della Shoah, la più grande tragedia del Novecento, causata da un odio cieco e barbaro contro il popolo ebraico. Una data importante che non può e non deve ridursi alla sola commemorazione, ma diventare occasione di riflessione e responsabilità, capace di tenere viva, ogni giorno, la memoria e tramandare alle nuove generazioni i valori di tolleranza e rispetto. Rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ebraico e continuiamo a tenere alta la guardia davanti al riaffacciarsi di vergognosi e inaccettabili rigurgiti razzisti, antisemiti e antisionisti».

Shoah: Piantedosi: “slancio a impegno contro reati d’odio”

Anche il ministro dell’Intero, Matteo Piantedosi, è intervenuto sui suoi sociale: «Il 27 gennaio non è una data che appartiene solo al passato. Ricordare la Shoah, l’abisso dei campi di sterminio e la vergogna delle leggi razziali non è un rito formale, né una stanca consuetudine istituzionale. Onorare le memoria di tutte le vittime della barbarie nazifascista è oggi più che mai fondamentale, non solo per contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, ma anche per combattere un nemico più subdolo e insidioso: l’indifferenza che permette al male di radicarsi». Così su ‘X’ il Ministro, che ha proseguito scrivendo che «nel nostro Paese non potrà mai esserci spazio per la violenza e l’antisemitismo. Per questo è necessario dare nuovo slancio all’impegno di Istituzioni e società civile nel contrastare i reati d’odio, fronteggiare l’intolleranza e preservare il tessuto sano della nostra società. Mi appello alle giovani generazioni: la Memoria è l’antidoto più forte per difendere e proseguire nella costruzione di quel futuro di pace e coesione che abbiamo ereditato grazie al sacrificio di tutti coloro che hanno combattuto contro regimi e totalitarismi, a costo della propria vita», ha concluso Piantedosi.

Tajani: diciamo insieme “mai più”

Con un video messaggio il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha ricordato che «La memoria non è un rito formale, è una responsabilità collettiva verso il futuro. E’ nostro dovere consegnare alle nuove generazioni un mondo libero dal virus dell’antisemitismo. La lotta all’antisemitismo è per me la battaglia di una vita, sia a livello politico che umano. Il governo italiano è in prima linea per contrastare l’odio antisemita. Un impegno che porto ogni giorno sia in Europa, sia in tutte le riunioni internazionali, come segno della nostra azione concreta e incessante per promuovere dialogo e pace. Oggi, insieme, diciamo ancora una volta ovunque nel mondo, mai più».

Salvini: sempre dalla parte del popolo ebraico

Messaggio affidato a un video sui social anche da Matteo Salvini: «Per non dimenticare mai. Nel ‘Giorno della memoria’, al di là di tante parole, tanti impegni, tanti convegni, perché mai più accada quello che è accaduto, occorre costruire rispetto. Quindi sempre con le comunità ebraiche, col diritto alla libertà di religione, di parola di pensiero tutto il mondo e contro chi vuole ancora oggi cancellare dalla faccia della terra un intero popolo. E penso – aggiunge – ai fanatici, agli estremisti islamici che anche in queste ore hanno parole di odio e di violenza. E quindi che nel cuore del ghetto sia un simbolo di pace e di futuro è qualcosa di fondamentale. E occorre ricordare quello che è accaduto perché non riaccada e combattere ogni tipo di violenza e di parole che riportano allo sterminio che mai più accada. Sempre dalla parte del popolo ebraico sempre dalla parte di Israele contro ogni forma di violenza e di antisemitismo in Italia e in tutto il mondo».

Lollobrigida: nessuno spazio per l’antisemitismo

Sui social il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha scritto: «La memoria è un dovere. Ottant’anni fa il mondo scoprì le atrocità del nazismo inflitte al popolo ebraico nei campi di concentramento. Capimmo che le tenebre avevano regnato sull’umanità, con terribili leggi discriminatorie che anche il fascismo aveva promulgato. Di fronte al riaffiorare dell’antisemitismo e a nuove forme di odio e violenza, la memoria deve restare un monito: ciò che accadde in Europa non deve mai più accadere. Non ci deve essere alcuno spazio per l’antisemitismo».

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