Parola d'ordine: libertà
Iran e Venezuela, Tajani: “La caduta di Maduro è un’occasione storica”. Palazzo Chigi a Teheran: il regime si fermi
La libertà è il presupposto della nostra azione di governo. Questo il fil rouge delle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Senato e alla Camera su tre dossier di strettissima attualità: Venezuela, Iran e Crans-Montana. “La caduta di Maduro è un’occasione storica. Per il Venezuela e per tutta l’America Latina”, ha detto nel giorno del ritorno in patria di Alberto Trentini e Mario Burlò. L’Aula del Senato ha scandito con due lunghi applausi bipartisan, alcuni parlamentari si sono alzati in piedi, le parole del ministro sulla liberazione dei connazionali e le protese di piazza in Iran.
Tajani: la caduta di Maduro è un’occasione storica
“Il cambiamento in atto in Venezuela, se continuerà come indicano i primi segnali, è un grande passo avanti per la libertà di un popolo e di un paese tanto legato all’Italia, già a partire dal suo stesso nome”. Il titolare della Farnesina ha parlato di una nuova stagione per il Venezuela che condurrà a un paese prospero e libero. “Noi saremo al loro fianco a sostegno del cammino verso la democrazia e la libertà”. Davanti al Parlamento Tajani ha confermato l’obiettivo del governo, già illustrato dalla premier Meloni, di attivare un partenariato positivo con le autorità guidate da Delcy Rodriguez”. Sul rilascio dei prigionieri politici ha parlato di un segnale forte lanciato dalla nuova amministrazione dopo la caduta del presidente-dittatore Maduro. “Siamo aperti a raccoglierlo con speranza. E a costruire una collaborazione diversa con la nuova leadership di Caracas nell’interesse superiore dei venezuelani e della sicurezza internazionale”.
“Abbiamo ancora 42 detenuti italiano-venezuelani da liberare”
Ma la partita non è chiusa. “La liberazione di Alberto Trentini e degli altri connazionali è un importante passo in avanti per chiudere una pagina dolorosa. Sappiamo che il lavoro non è ancora finito. Nelle carceri del Venezuela – ha ricordato il ministro degli Esteri – abbiamo ancora 42 detenuti italiano-venezuelani. Quelli con passaporto solo italiano sono stati tutti rilasciati. I detenuti politici sono 24. Il nostro obiettivo è che siano tutti liberati”.
Iran, dialogo non è accettazione passiva del regime
Riflettori puntati anche sull’Iran dove proseguono le ribellioni di massa e si intensifica la repressione del regime (si parla di due milioni di manifestanti uccisi). “Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a tutelare gli interessi nazionali e a non far venire meno le ragioni del dialogo. Sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi. Ma – ha avvertito Tajani – dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini“. E ancora: “Faremo tutto il possibile, anche proprio in virtù della capacità di dialogo che abbiamo sempre mantenuto, perché in Iran cessi l’uso della pena di morte contro gli oppositori politici. E si avvii una transizione pacifica verso la libertà e il diritto dei popoli a scegliere il proprio governo, le proprie istituzioni, il proprio futuro”.
L’Italia chiede a Teheran il rispetto dei diritti del popolo e l’incolumità
Nel pomeriggio una nota di Palazzo Chigi comunica che il governo “segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L’Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze”. Insieme ai partner europei e del G7 – conclude il comunicato – il governo italiano “continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano”.
Crans-Montana, “poche volte ho percepito un dolore così straziante”
Particolarmente sentito e commosso il passaggio delle comunicazioni sul rogo di Crans-Montana che ha causato la morte di oltre 40 ragazzi tra cui se ‘angeli’ italiani. “Voglio ricordare insieme a voi, in quest’Aula, i nomi dei nostri connazionali che quella notte ci hanno lasciato: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi”, ha detto Tajani assicurando l’impegno massimo dell’Italia per ottenere la verità e la sua personale partecipazione. “Si tratta di una ferita aperta per l’intera comunità nazionale. Ma permettetemi di dire che poche volte, in tutta la mia vita e nella mia lunga attività pubblica, ho percepito e condiviso un dolore così straziante, un’angoscia così profonda”.