Un amore così grande
Insieme da 76 anni muoiono a distanze di poche ore l’una dall’altro: la commovente storia di Viareggio
La coppia era molto conosciuta nel quartiere della Darsena e di Torre del Lago. Emilio era stato un laborioso operaio, mentre Olga si era dedicata alla famiglia.
Uniti nella vita e anche nell’addio. Olga Bonuccelli ed Emilio Peporini, moglie e marito da 76 anni, sono morti a poche ore di distanza l’uno dall’altra, tra la notte di San Silvestro e il giorno di Capodanno, lasciando la città di Viareggio nel silenzio commosso delle grandi storie d’amore. Olga Bonuccelli, 96 anni, si è spenta mercoledì 31 dicembre. Il marito Emilio Peporini, 98 anni, l’ha seguita nel tardo pomeriggio di Capodanno.
Una lunga storia d’amore
Entrambi viareggini, vivevano in via Sant’Andrea ed erano ospiti della casa di cura San Camillo di Vittoria Apuana, dove erano stati ricoverati nel mese di dicembre dopo un passaggio all’ospedale Versilia. A metà dicembre le condizioni di salute di Olga erano peggiorate: il 15 dicembre il ricovero al presidio ospedaliero di Lido di Camaiore, quindi il trasferimento alla casa di cura San Camillo. Pochi giorni più tardi anche Emilio, ha accusato problemi di salute, seguendo lo stesso percorso della moglie fino alla casa di cura, dove i due hanno trascorso insieme gli ultimi giorni.
La forza del destino
Un destino che ha colpito per la sua forza simbolica: lo stesso cammino, dalla casa all’ospedale, poi alla struttura di cura, e infine una morte arrivata quasi insieme, a cavallo tra la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo. Settantasei anni di matrimonio, vissuti accanto con rispetto e dedizione, conclusi senza che uno dovesse davvero restare senza l’altra. L’ultimo saluto è stato celebrato nella parrocchia di Sant’Andrea, la chiesa dove Olga ed Emilio si erano sposati e dove avevano celebrato anche il traguardo dei 50 anni di matrimonio.
Una coppia molto amata
La coppia era molto conosciuta nel quartiere della Darsena e di Torre del Lago. Emilio era stato un laborioso operaio, mentre Olga si era dedicata alla famiglia. Erano considerati la memoria storica della città, avendo vissuto i cambiamenti di Viareggio dal dopoguerra a oggi.