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Svolta in Spagna

Il tracollo di Sánchez e l’ascesa di Vox: i sondaggi certificano la crisi della sinistra spagnola mito della Schlein

I socialisti scivolano ai minimi storici e il partito di Santiago Abascal cresce come forza decisiva: intercetta voti dal Psoe, recupera astensione e rafforza il blocco conservatore

Esteri - di Alice Carrazza - 14 Gennaio 2026 alle 08:14

Buone notizie per la destra spagnola. La prima rilevazione dell’anno, realizzata da 40dB per El País e la Cadena SER, sentenzia che se oggi si votasse per le elezioni politiche, il Pp e Vox sarebbero a un passo dalla maggioranza assoluta, con una somma complessiva del 49,4% dei consensi. Una soglia mai raggiunta prima, che fotografa il malcontento definitivo degli spagnoli verso il socialista Pedro Sánchez.

Il declino socialista

Il Psoe infatti è in caduta libera e si fermerebbe al 27% delle intenzioni di voto, livello prossimo ai minimi storici e ben distante dal 31,7% registrato alle ultime politiche. Il distacco dai popolari supera ora i quattro punti, quando solo pochi mesi fa era quasi nullo, certificando una perdita di centralità e un progressivo indebolimento della capacità della sinistra di trattenere il proprio elettorato tradizionale.

L’ascesa di Vox

Il vero protagonista stavolta è Vox. La destra di Santiago Abascal raggiungerebbe ora il 17,9% dei consensi. Cinque punti e mezzo in più rispetto al 23 luglio e un ulteriore avanzamento rispetto a dicembre. La crescita non è solo quantitativa ma qualitativa: Vox intercetta segmenti elettorali che fino a poco tempo fa apparivano impermeabili. Sarà stata la visita di Meloni durante le feste a dare la spinta?

In particolare, si registra un trasferimento diretto di voti dal Psoe a Vox. Il 4,8% di chi aveva sostenuto Sánchez nel 2023 oggi sceglierebbe Abascal. Un dato che supera la capacità del Pp di sottrarre consensi ai progressisti e che ridisegna la geografia del dissenso. A ciò si aggiunge la capacità di intercettare elettori provenienti dall’astensione, circa il 13%, rendendo Vox il partito più efficace nel recupero di questo bacino.

Il precedente dell’Estremadura

Il quadro è coerente con quanto già osservato nelle recenti elezioni regionali in Estremadura, dove Vox ha raddoppiato i voti e il partito popolare ha ottenuto un seggio aggiuntivo. Anche in quel contesto, Feijóo non era riuscito a trasformare pienamente il malcontento socialista in consenso diretto, lasciando spazio alla crescita dell’alleato-rivale.

La crisi della sinistra radicale

Ancora più a sinistra la situazione è drammatica. Sumar scende al 5,9%, lontanissimo dal 12,3% del 2023, mentre Podemos si ferma al 3,5%. Solo il 46,3% degli elettori che avevano sostenuto la coalizione guidata da Yolanda Díaz confermerebbe oggi il voto. Insomma, astensione e indecisione segnalano una frammentazione profonda e non risolta.

Nel complesso, la sinistra raggiungerebbe il 36,5% dei consensi, tredici punti in meno rispetto alla somma di Pp e Vox. Anche i partiti che hanno sostenuto l’investitura di Sánchez arretrano, fermandosi al 6,1%. In questo contesto emerge invece Se Acabó la Fiesta, la formazione di Alvise Pérez, che entrerebbe in Parlamento con il 2,1%.

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di Alice Carrazza - 14 Gennaio 2026