Il regalo della Befana
Decaro prepara la giunta e la resa: Michele Emiliano in squadra, la “rivoluzione del Gattopardo”
Per l'ex governatore pugliese dietro le pressioni di Largo del Nazareno, è pronto un posto nell'esecutivo. Dentro anche Avs
Per l’Epifania arriverà la proclamazione di Antonio Decaro a presidente della Giunta regionale della Puglia, dopo la vittoria alle elezioni del 23 e 24 novembre scorsi, e nella calza ci sarà il nuovo esecutivo. Con la sorpresa, annunciata, di rivedere Michele Emiliano tra gli amministratori. Nonostante le promesse pre-elettorali di Decaro.
La nuova giunta
Decaro punta a una “giunta di legislatura”: niente ingressi, almeno all’inizio, per chi guarda alle prossime Politiche. Tradotto, potrebbe voler dire: cautela su Raffaele Piemontese e, soprattutto, Loredana Capone. Sanità, industria, acqua, Pnrr sono, comunque, le priorità a cui guarda il nuovo presidente di centrosinistra della Regione Puglia.
Ma la sorpresa è quella di Michele Emiliano. Per lui, dietro le pressioni di Largo del Nazareno, è pronto un posto nell’esecutivo.
Il primo impegno sarà quello di cristallizzare la sua giunta con otto consiglieri regionali e due esterni. Questi ultimi due, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero essere il predecessore Michele Emiliano (con delega allo Sviluppo economico e alle crisi industriali) e un tecnico per la Sanità. L’ingresso in giunta del governatore uscente rientra in una intesa suggellata a livello nazionale con Elly Schlein (il suo capocorrente, Stefano Bonaccini, è recentemente entrato a far parte dell’area della segreteria).
Il nodo Avs e Vendola
La composizione dovrà tenere conto degli equilibri del campo largo nazionale: ci sarà spazio per l’Alleanza Verdi e Sinistra di Bonelli e Fratoianni. Che in Puglia significa Nichi Vendola. Anche qui la pressione di Elly Schlein è forte. Avs deve entrare nell’esecutivo regionale. Ma è praticamente impossibile che sia l’altro predecessore di Decaro ad essere nominato.
Il cambiamento gattopardesco
Decaro come il Gattopardo si rimangia tutto ciò che aveva promesso prima di candidarsi. Non voleva Vendola in lista e lo ha candidato. Voleva prendere le distanze da Michele Emiliano e lo nominerà, quasi certamente, assessore regionale. Peggio, onestamente, non poteva fare.
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