Il centro sociale rilancia
Askatasuna sfida la prefettura: no al cambio di percorso: sabato la manifestazione di “lotta” a Torino
Gli antagonisti dicono no alla mediazione. Perquisizioni della Digos nel capoluogo piemontese, mentre i radicali annunciano azioni non violente
“Avreste dovuto pensarci prima”. È la replica degli autonomi del centro sociale Askatasuna alle richieste avanzate dal prefetto di Torino e dalle autorità, al termine della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, di “rimodulare” la manifestazione nazionale di sabato 31 gennaio indetta contro lo sgombero avvenuto il 18 dicembre scorso. Il centro sociale rilancia e dice no.
Il comunicato del centro sociale
Nei giorni scorsi agli organizzatori era stato chiesto di modificare il percorso preavvisato evitando il centro cittadino e di sfilare in un unico corteo, anziché nei tre annunciati. Richieste che vengono ora respinte. “Il 31 gennaio non è un problema di ordine pubblico, è l’opposizione sociale che rompe gli argini e si prende lo spazio che le spetta“, scrivono gli autonomi in un lungo documento. “Le parole scelte dal prefetto di Torino – replicano – sono il lessico ordinario del potere che ormai abbiamo imparato a riconoscere. Abbiamo di fronte un governo che, in linea con un indirizzo politico dichiaratamente securitario, repressivo e intrinsecamente razzista, interpreta sistematicamente il conflitto sociale come un nemico pubblico, come un ostacolo da neutralizzare. In questo quadro è del tutto conseguenza che la stessa possibilità di scendere in piazza venga trattata come una revocabile, sottoposta a condizioni, sospetti e preventiva delegittimazione”.
“È a questo punto che una domanda diventa inevitabile-continua la nota di Askatasuna., e che le dichiarazioni istituzionali evitano accuratamente: qual è la vera violenza? Quella evocata in modo astratto, preventivo e strumentale da funzionari di un governo reazionario? O la violenza materiale e quotidiana che attraversa le nostre vite”.
I radicali e il sit in non violento
Intanto, i radicali torinesi annunciano che domani saranno “stesi a terra in nome della nonviolenza”. Il sit-in non violento in piazza Cln è promosso da Europa Radicale, Associazione ‘Marco Pannella’ e Associazione radicale Adelaide Aglietta.
“Sabato – si legge in una nota – è prevista una manifestazione nazionale a Torino con tre cortei che marceranno sotto lo slogan ‘Ci riprenderemo la città’. Alcune frange di manifestanti sono già sul piede di e annunciano azioni violente contro la città stessa che vorrebbero ‘riprendere'”. “Noi riteniamo che, anche negli scontri politici più duri, debba prevalere il dialogo e la nonviolenza: nelle azioni, nei confronti e nel rispetto reciproco dei diversi e delle diversità”.
Perquisizioni in corso a Torino
Sono in corso a Torino, dalle prime ore di questa mattina, perquisizioni in alcune abitazioni di persone riconducibili ad ambienti antagonisti. Gli accertamenti sono condotti dalla Digos, e secondo quanto si apprende non riguarderebbero la notifica di misure cautelari. Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sull’operazione.