CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Afghanistan Stati Uniti

Il peso del passato

Afghanistan, perché per l’Europa le parole contano di più

Le parole contano quando parlano di guerra e sacrificio

Esteri - di Antonio Giordano - 25 Gennaio 2026 alle 16:18

Ci sono parole che non possono essere archiviate come semplici eccessi retorici. Quando toccano la guerra, il sacrificio e la memoria di chi ha pagato con la vita scelte collettive, esistono limiti che non possono essere superati, neppure tra alleati storici.

La Nato come comunità di Stati sovrani, non come rapporto gerarchico

La Nato non è soltanto un’alleanza militare, ma una comunità di Stati sovrani fondata su fiducia, lealtà e rispetto reciproco. Senza questo rispetto, l’Alleanza perde credibilità. Nessun Paese può essere trattato come un comprimario: questa è una linea rossa che non ha nulla di ideologico e molto di politico.

La sensibilità europea nasce da una storia lunga e dolorosa

Per l’Europa questo principio è essenziale. Il nostro continente ha una storia lunga e dolorosa, segnata da guerre combattute sul proprio territorio e da generazioni che hanno conosciuto il costo reale dei conflitti. Quando si parla di missioni militari e di vite umane sacrificate, non esistono leggerezze accettabili. La memoria non è un dettaglio, è parte dell’identità politica europea.

Europa e Stati Uniti: due storie diverse, una stessa alleanza

Esiste anche una differenza culturale che va riconosciuta. L’Europa porta sulle spalle una storia multimillenaria, in cui le parole hanno un peso specifico enorme perché stratificate da secoli di conflitti, tragedie, riconciliazioni e memoria. Gli Stati Uniti sono una grande nazione più giovane, nata in un altro contesto storico, con una relazione spesso più disinvolta con il linguaggio politico e simbolico. È una differenza comprensibile, ma che non può diventare un alibi: nelle alleanze mature, chi ha una storia più recente deve saper ascoltare la sensibilità di chi porta il peso del tempo.

Afghanistan, la prova concreta dell’alleanza

L’Afghanistan rappresenta uno snodo simbolico e concreto. Quando gli Stati Uniti sono stati attaccati, l’Europa non si è tirata indietro. Paesi europei hanno inviato i propri soldati, hanno condiviso rischi e hanno pagato un tributo di sangue. Questo non è un capitolo marginale, ma il fondamento reale dell’Alleanza atlantica.

Capire il contesto globale non significa giustificare tutto

Rivendicare rispetto per questa storia non significa mettere in discussione l’Alleanza, ma difenderne la serietà. Non è una battaglia ideologica, né una polemica di linguaggio. È una richiesta di dignità tra alleati che hanno condiviso oneri e responsabilità.

Solo dentro questa cornice va letto il contesto globale. Gli Stati Uniti affrontano oggi una fase estremamente complessa, segnata dall’escalation della corsa agli armamenti, dalla pressione strategica della Cina, dalla minaccia russa e dall’instabilità nordcoreana. Anche le critiche rivolte all’Europa sono state spesso un tentativo di stimolare una maggiore consapevolezza strategica e una più netta assunzione di responsabilità. Comprendere il contesto è utile, ma non può mai trasformarsi in una giustificazione.

Alleati, non comprimari

L’esuberanza è accettabile solo entro confini chiari. Quando quei confini vengono superati, soprattutto toccando il sacrificio degli alleati, è doveroso fermarsi e ricordare cosa tiene davvero unita l’Alleanza.

L’Europa resta convintamente atlantica. Vuole restare alleata degli Stati Uniti, ma come soggetto politico consapevole. Le grandi alleanze durano solo quando si fondano su rispetto, memoria e responsabilità reciproca. È questo, oggi più che mai, il vero interesse dell’Occidente.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Antonio Giordano - 25 Gennaio 2026