Aveva 75 anni
Addio a Sandro Giacobbe, il cantante gentiluomo che conquistò il successo con “Signora mia”
Era affetto da diversi anni da un tumore. Diverse le sue canzoni che raggiunsero la hit parade negli anni settanta
Se ne è andato a 75 anni, nella sua casa a Cagorno in provincia di Genova, Sandro Giacobbe, il cantante gentiluomo della musica italiana. Giacobbe è morto per le complicanze di un tumore da cui era affetto da diversi anni. Un’altra icona della melodia italiana che negli anni settanta fece sognare tanti giovani.
I successi, da Signora Mia e Sarà la nostalgia
E’ stato autore di “Signora mia”, brano come colonna sonora utilizzato del film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” (1974) di Lina Wertmüller, con Mariangela Melato e Giancarlo Giannini, e “Gli occhi di tua madre”, che gli permise di arrivare terzo al Festival di Sanremo nel 1976. E tra le sue canzoni più note, storie semplici e toccanti, ci sono anche “Sarà la nostalgia”, “Il giardino proibito” e “Portami a ballare”.
Il racconto della malattia
Il 16 marzo 2025 aveva raccontato a “Domenica In” su Rai 1, nel corso di un’intervista a Mara Venier, di aver perso tutti i capelli a seguito della chemioterapia e di dover utilizzare la carrozzina su ordine dei medici. “Sono chiuso in casa perché dovrei uscire in carrozzina e mi fotograferebbero, quindi voglio dichiarare dichiarare la mia situazione, in modo che sia io stesso a informare tutti”, aveva detto.
L’esordio nel 1971
Giacobbe esordì nel 1971 con la canzone “Per tre minuti e poi…”, seguita l’anno successivo da “Scusa se ti amo”. Passato alla Cbs, venne valorizzato come autore, pubblicando alcune sue canzoni cantate da altri artisti, tra cui “L’amore è una gran cosa”, interpretata da Johnny Dorelli e scelta come sigla della trasmissione radiofonica “Gran Varietà”. Il primo 45 giri di successo è del 1974: “Signora mia”, che dà il nome anche al suo primo album e conquistò il pubblico del Festivalbar; un’altra canzone dell’album, “Signora addio”, venne interpretata anche da Gianni Nazzaro. Seguirono l’anno dopo “Il giardino proibito” (45 giri e album) e “Io prigioniero”, con cui vinse la Gondola d’Oro di Venezia. Il 1976 fu l’anno del boom con “Gli occhi di tua madre”, classificatasi al terzo gradino del podio sanremese, la hit estiva “Il mio cielo, la mia anima” e la partecipazione come autore allo Zecchino d’Oro con la canzone “Sette note per una favoletta”. Nel 1977 incide l’album “Bimba”; nel 1978 “Lenti a contatto”, a cui seguì la seconda partecipazione come autore allo Zecchino d’Oro con “E l’arca navigava”. Nel 1979 con “Mi va che ci sei” tornò il successo popolare bissato l’anno successivo da “Notte senza di te” e soprattutto da “Sarà la nostalgia” del 1982 che si affermò come una delle hit più acclamate dell’anno.