Il dramma e la catarsi
Drogarsi e rinascere: la bella lezione della famiglia Costacurta e la nuova vita di Achille
Il figlio della celebre coppia era entrato nel tunnel della droga, poi la rinascita commovente che è diventata testimonianza forte
La storia di Achille Costacurta, figlio di Billy, ex campione del Milan, e di Martina Colombari, già Miss Italia, è una storia di morte e resurrezione. Che è venuta fortemente alla ribalta in queste settimane e che restituisce speranza a tanti ragazzi.
Il dramma
Achille Costacurta ha raccontato la sua storia. Fatta di abusi di droghe di ogni genere, soprattutto la mescalina, con ben sei ricoveri per Trattamento sanitario obbligatorio. Ma il suo percorso è stato caratterizzato da aspetti ancora più drammatici.
La voglia di morire
Achille, che oggi ha 21 anni, racconta di quando ingerì sei flaconi di metadone, equivalenti a 50 dosi di eroina, nel tentativo di morire. “Chiedevo ogni giorno di fare l’eutanasia- ha detto il ragazzo- perché non volevo più vivere”. Un dramma che stava consumando letteralmente la sua famiglia.
L’Adhd e la svolta
Poi, il ricovero lungo un anno e mezzo in Svizzera e la scoperta di avere l’Adhd, il disturbo da deficit dell’attenzione che nessuno aveva scoperto. Gli hanno dato il metilfenidato, il Ritalin, e da allora la sua vita è cambiata. “Ho un deficit di dopamina- ha detto Achille- e devo curarmi”.
La forza della famiglia
Belli, ricchi e invidiati, Billy Costacurta e Martina Colombari hanno dimostrato una forza straordinaria. Più forte delle critiche di “censo” rivolte loro dagli stolti. Sono rimasti a lottare per il figlio, dando una dimostrazione di come si possa venire fuori anche da storie cosi terribili. Il finale del racconto di Achille è un sugello di resurrezione.
“I due arcobaleni”
Achille ha descritto meravigliosamente l’abbraccio con il padre in lacrime all’uscita della clinica” Ho visto due arcobaleni e ho detto a mio padre che forse ne ero davvero uscito”. Li, Billy è scoppiato a piangere.
Smile
Charlie Chaplin, prendendo spunto da Giacomo Puccini, il 1936 compose, Smile, per un altro dei suoi capolavori, “Tempi moderni”. 18 anni dopo John Turner e Geoffrey Parsons , scrissero le parole. Sorridi, dice il testo, anche quando tutto sembra perso. Achille ce l’ha fatta. E anche se oggi fuori piove, direbbe Vasco, è un bel rumore.