L’intervista. Romey (Confabitare): “Il decreto salva casa fa uscire le famiglie italiane da una situazione kafkiana”

25 Mag 2024 16:14 - di Valter Delle Donne
Confabitare

“Sul decreto salva casa va dato merito al governo Meloni e al ministro Salvini di aver portato avanti una misura coraggiosa, che i proprietari di case aspettavano da tempo”. Parlando con il Secolo d’Italia Eugenio Romey, segretario nazionale di Confabitare, l’associazione dei proprietari di immobili, non nasconde la soddisfazione per l’approvazione del decreto, che in questi anni viene attaccato dalla sinistra, Elly Schlein in testa.

Come risponde a chi dice in queste ore che il decreto salva casa è un condono mascherato?

“La levata di scudi la trovo immotivata. Mi pare scorretto contestare un intervento legislativo che semplifica la vita agli italiani. Basta leggere il testo e capire che si tratta solo di una norma di buon senso, che attendevamo da tempo”

Perché ritiene scorretta la definizione di condono?

Perché sblocca delle situazioni che erano al limite del kafkiano per tantissimi proprietari che si ritrovavano a non poter mettere sul mercato il proprio immobile per dei peccati meno che veniali. Peccati che, spesso, non erano stati commessi neanche da loro, ma da qualche parente da cui lo avevano ereditato. Quindi siamo molto contenti, approviamo in tutto o, quasi, il decreto che abbiamo potuto visionare.

Il focus del decreto è su interventi come soppalchi, verande, tramezzi e pareti in cartongesso. Non vengono quindi sanati abusi edilizi, ma per lo più piccole irregolarità e mancanze per lo più formali e burocratiche.

Avete un’idea di quante famiglie italiane possono beneficiare di tale decreto?

Secondo uno studio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, interessano quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano. Una misura che consentirà di sbloccare le compravendite e anche il mercato immobiliare, quindi è facile intuire che avrà un impatto positivo sull’economia.

E ora il governo va avanti sul piano casa…

Come Confabitare abbiamo partecipato ai tre tavoli finora tenuti al ministero per il futuro “Piano casa”. Questo decreto lo consideriamo un antipasto sostanzioso.

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