Odio razziale e apologia della Shoah: arrestato a Milano un 29enne di origini egiziane, “pronto al martirio”

17 Apr 2024 18:26 - di Redazione

È stato arrestato a Milano un ventinovenne italiano, di origini egiziane, per apologia della Shoah e un “odio ossessivo” verso lo Stato di Israele e il popolo ebraico. A far scattare le manette per Moustafà Khawanda le  indagini della Digos e della sezione Antiterrorismo internazionale che per mesi, dopo l’attacco contro Istraele del 7 ottobre, hanno  attenzionato il fanatico della Guerra Santa, sedotto dalle gesta eroiche di Hamas.

Milano, arrestato 29enne per apologia di Shoah

Il 29enne è  accusato di propaganda e istigazione a delinquere finalizzate all’odio razziale e religioso, aggravate dall’apologia della Shoah. Il giovane aveva avviato chat su WhatsApp e Instagram con numerose persone con cui condivideva le stesse posizioni radicali. Chat nelle quali aveva manifestato “aperto sostegno alle azioni di Hamas” e “un odio ossessivo verso lo Stato e il popolo ebraico”. L’uomo, residente nel Milanese, all’indomani dell’attacco del 7 ottobre, aveva diffuso online esternazioni di chiara matrice antisemita e apologetiche delle azioni terroristiche di Hamas.

Inneggiava alla Guerra Santa e al martirio

L’arrestato aveva anche dichiarato di essere in procinto di intraprendere il jihad e raggiungere il martirio combattendo. Oltre alla pubblicazione sul proprio profilo di numerose foto che lo immortalavano in costante allenamento fisico, aveva effettuato ricerche sul web sui voli disponibili per raggiungere i teatri di guerra mediorientali. Tramite i propri profili social, poi, teneva  una “quotidiana, incessante e sistematica attività di condivisione di contenuti di analogo tenore con differenti e articolate modalità”. Il 29enne ha pubblicato più volte notizie e materiale di propaganda di Hamas e di Hezbollah, traducendole in lingua italiana e talvolta modificandole per renderle maggiormente appetibili. Obiettivo di dichiarato di Moustafà Khawanda:  invitare i fratelli ad arruolarsi invece di nascondersi.

Nel telefonino il video dell’attacco del 7 ottobre

Nel suo telefonino è stato trovato il video dell’attacco del 7 ottobre e l’operazione alluvione Al-Aqsa di Hamas contro Israele in cui si vedono le vittime del rave. “Credo di essere impazzito… ho mollato le cose a cui stavo lavorando e rimandato qualsiasi cosa stessi facendo”, si legge sul profilo Instagram, “da quando gli eroi hanno attaccato e sto giorno e notte a leggere in modo compulsivo qualsiasi notizia. La mia mente e la mia anima si trovano in Palestina da sempre, ora più che mai. Sono giorni che non dormo e sto correndo due ore al giorno motivato dal fuoco che brucia dentro la mia anima. Pronto ad usare questo corpo in allenamento da sempre solamente per il giorno della grande guerra profetica”. Non mancano nel suo repertorio social frasi del tipo “lunga vita ai partigiani di Hamas e che Dio benedica la resistenza palestinese” o pesanti minacce come “finiremo ciò che ha iniziato Hitler”.

Incensurato e con buon livello di istruzione

L’arrestato, che ha sia passaporto italiano che egiziano, nell’agosto del 2022 è andato in Qatar transitando dalla Turchia. “E ha anche fatto ricerche sul web per itinerari con mete che riguardano i teatri di guerra – si legge nell’ordinanza – e ha ripetutamente dichiarato di volersi unire ai combattenti. E di praticare una preparazione fisica in vista di un possibile arruolamento”. È quindi improbabile che “la forte caratterizzazione ideologica dell’indagato possa scemare da un momento all’altro. Mentre invece appare probabile che l’indagato cercherà di continuare la propria opera di proselitismo anti- Israele anche in futuro”, aggiunge il pm Alessandro Gobbis.

Niente carcere, favorirebbe l’isolamento sociale

Niente carcere però per l’indagato che risulta incensurato e  ha un buon livello di istruzione. “Le sbarre sarebbero una misura eccessiva e non proporzionata”, scrive il giudice, “e favorirebbe unicamente un ulteriore isolamento del soggetto dal contesto sociale”.

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