Israele: “Colpiremo l’Iran a sorpresa”. E Teheran minaccia l’uso di un’arma mai usata prima

16 Apr 2024 8:09 - di Leo Malaspina

La tensione cresce, la paura di un’escalation aumenta. L’Iran dovrà aspettare “nervosamente senza sapere quando potrebbe arrivare l’attacco, proprio come ha fatto fare a Israele”, ha detto Benjamin Netanyahu. Se Israele dovesse reagire al raid di sabato scorso, la risposta dell’Iran sarà “immediata, più forte e più ampia”, ha dichiarato dal canto suo il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian. Non solo. Il Comitato per la Sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, Abolfazl Amouei, ha dichiarato che Teheran è “pronto a usare un’arma che non abbiamo mai usato”.

Usa: “Israele potrebbe colpire obiettivi al di fuori dall’Iran”

Gli Stati Uniti ritengono dal canto loro che la risposta di Israele sarà probabilmente limitata e potrebbe concentrarsi su obiettivi chiave al di fuori dell’Iran. Lo hanno detto alla Nbc quattro funzionari statunitensi, secondo i quali la mancanza di gravi danni causati da Teheran potrebbe indurre Gerusalemme a cercare una risposta meno aggressiva. Invece di colpire direttamente l’Iran in risposta – cosa che, gli alleati di Israele hanno avvertito, metterebbe la regione in una spirale di guerra totale – i funzionari dicono alla Nbc che Israele potrebbe colpire i rappresentanti dell’Iran, come le sue milizie in Siria o il gruppo terroristico Hezbollah in Libano.

Gli appelli alla moderazione

Gli appelli alla moderazione si sono moltiplicati dopo l’attacco senza precedenti dell’Iran a Israele, nel timore che il confronto possa infiammare ulteriormente le tensioni in Medio Oriente e portare i due nemici giurati sull’orlo della guerra. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz – durante una visita in Cina – ha chiesto a Israele di contribuire a smorzare la situazione e di non gettare via il successo ottenuto intercettando quasi tutti i droni e missili lanciati sul Paese.

“Faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare una fiammata, un’escalation”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron all’emittente BFMTV. Il gabinetto di guerra israeliano si è riunito lunedì pomeriggio per la seconda volta in 24 ore e ha valutato diverse possibili risposte all’attacco, secondo quanto riportato dai media, ma inizialmente non era chiaro se fosse stata presa una decisione. Alcune delle opzioni sono di natura minore, mentre altre sono più intense, ha riferito l’emittente televisiva israeliana Channel 12, secondo cui Israele cerca una risposta che sia dolorosa per l’Iran senza scatenare una guerra regionale.

Cosa intende fare Israele

Il gabinetto, guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, si è riunito per quasi tre ore, valutando le possibili risposte agli attacchi aerei, che sono arrivati a seguito di un attacco al complesso dell’ambasciata iraniana a Damasco che si ritiene sia stato effettuato da Israele e nel quale sono stati uccisi diversi comandanti di alto livello. Netanyahu ha dichiarato in una riunione privata con i ministri del suo partito Likud che l’attacco missilistico dell’Iran deve essere seguito da una risposta intelligente, secondo quanto riportato dalla stazione radio Kan. Secondo il rapporto, l’Iran dovrebbe aspettare nervosamente di vedere quando arriverà il contraccolpo, come ha fatto Israele prima dell’attacco nella tarda serata di sabato.

L’emittente ha riferito, citando un alto funzionario, che Israele ha promesso di informare gli Stati Uniti prima di lanciare un contrattacco, per dare alle truppe statunitensi nella regione il tempo di prepararsi a un’eventuale rappresaglia iraniana. Domenica il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva esortato Netanyahu a “pensare attentamente e strategicamente ai rischi di escalation“, secondo un alto funzionario del governo statunitense.

Anche i leader occidentali hanno lanciato un monito a Teheran. Il primo attacco diretto dell’Iran contro Israele è stata una “terribile escalation” che non avrebbe dovuto avere luogo, ha detto il tedesco Scholz. Il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev, ha sottolineato nei colloqui con il capo del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano, Zachi Ha-Negbi, “la necessità di moderazione da parte di tutte le parti del conflitto in Medio Oriente, al fine di prevenire la sua escalation”, hanno riferito le agenzie di Stato russe.

La telefonata di Putin

In una telefonata con il presidente iraniano Ebrahim Raisi, il presidente russo Vladimir Putin ha messo in guardia dalle conseguenze “catastrofiche” di un’escalation con Israele. Lo riporta il servizio stampa del Cremlino, ripreso da Tass. “Le parti – sostiene il Cremlino – hanno avuto una discussione approfondita sull’aggravamento della situazione in Medio Oriente dopo l’attacco aereo di Israele contro la missione diplomatica iraniana a Damasco e sulle misure di risposta dell’Iran. Putin ha espresso la speranza che tutte le parti diano prova di ragionevole moderazione e non permettano una nuova serie di scontri dalle conseguenze catastrofiche per l’intera regione”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *