Dal Piano Mattei all’Albania: a Pescara FdI spiega come il governo Meloni ha già cambiato l’Europa

26 Apr 2024 20:50 - di Valter Delle Donne
frontiere FdI

Alla conferenza programmatica di FdI a Pescara una sala stracolma ha seguito l’ultimo incontro della serata, moderato da Mario Giordano e dedicato all’emergenza immigrazione e alle misure messe in campo dal governo.

“Stiamo facendo tutto quello che non ha fatto finora il centrosinistra – ha esordito il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro –  Stiamo mediando tra l’accoglienza e l’integrazione ma anche tenendo conto dell’esigenza dei cittadini italiani. Abbiamo dovuto coprire il blocco del turn over, abbiamo aumentato “Strade sicure”, parliamo di numeri importanti. Siamo arrivati a 6800 unità. Credo che garantire la sicurezza agli italiani sia doveroso. Il governo Meloni lo ha fatto”.

Il sottosegretario Ferro ha ricordato tra gli applausi della sala Budapest che £troppi uomini delle forze dell’ordine sono vilipesi da chi ritiene di poter protestare senza regole”. Ricordando pure che “l’accoglienza per il centrosinistra si ferma alla banchina del porto. Significa poi lasciare gli immigrati in mano alla criminalità”. Una frase che scatena la verve polemica di Giordano: “La sinistra sa benissimo dove vanno a finire, ha prodotto manodopera a basso costo, per abbassare i salari e i diritti dei lavoratori italiani”.

Sara Kelany, responsabile dipartimento Immigrazione di FdI ricorda la situazione ereditata: “Le polemiche sui Cpr nascono perché non si è capito che servono a trattenere chi è entrato in Italia in maniera illegale. Quando si parla di Cpr non si parla di sistema dell’accoglienza ma di centri dove vengono trattenuti dei migranti irregolari, prevalentemente potenzialmente pericolosi, in attesa di essere rimandati a casa. La sinistra critica questo sistema dicendo che li vogliamo detenere, dopo aver fomentato per anni la politica no border senza aver saputo cosa fare nel momento in cui in Italia sono arrivati in massa migliaia di immigrati e l’Europa non accettava la redistribuzione per tutto il continente. Noi vogliamo i Cpr e abbiamo esteso il tempo di trattenimento fino a 18 mesi per favorire i rimpatri. Per quanto riguarda le ong, noi non consentiamo che influiscano associazioni private sulle nostre politiche migratorie”.

Alla domanda di Giordano se l’Italia sia effettivamente in grado di cambiare l’Europa, Alberto Balboni replica rammentando che “Giorgia Meloni ha già cambiato l’Europa. Prima i migranti arrivavano in Italia e poi doveva esserci la redistribuzione, che non abbiamo mai visto. Neanche in quei numeri limitati. I nostri partner Ue si sceglievano i migranti adatti al loro sistema produttivo. Meloni ha invece rovesciato questo paradigma. Ha portato in Tunisia Von der Leyen, è andata in Egitto”. Il presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato aggiunge: “Meloni ha invertito il ragionamento. In Italia vengono quelli che diciamo noi. La sinistra aveva azzerato i flussi migratori. Con il decreto Lamorgese bastava mettere un piede in Italia per non andare più via”.

Sull’accordo con l’Albania interviene il prefetto Laura Lega (Capo dipartimento per le libertà civili e immigrazione del Viminale). “Il patto per l’Albania – dice il prefetto Lega – è una grande sfida. Lì non andranno tutti i migranti. Sarà destinato a uomini adulti, non vulnerabili. Si tratta di una grande sfida, che il governo potrebbe replicare anche altrove. I costi? Il vero costo è quello che comunque quello che l’Italia avrebbe sostenuto”.

Come in un talk show tv Giordano ha mostrato alla platea alcuni filmati girati in Libia da Fausto Biloslavo: “Nei lager dei trafficanti la gente viene davvero torturata, ma lì non ci va nessuno”, dice il giornalista del Giornale e di Mediaset che poi ha commosso la platea ricordando l’amico e collega Almerigo Grilz, il reporter di guerra morto in Mozambico il 19 maggio 1987.

 

 

 

 

 

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